I vescovi: niente modifiche al Concordato
ROMA. I vescovi italiani non sentono alcuna esigenza di aprire una discussione sul Concordato con lo Stato italiano e manifestano pieno appoggio alla linea di Camillo Ruini sulla laicità e sul diritto di parola della Chiesa. Il presidente della Cei, dopo l'affondo sull'aborto, polemizza con i quotidiani che hanno criticato la posizione della Cei osservando «in modo scherzoso» che «le pallottole di carta fanno poco male».
Da da Assisi la 55ª assemblea generale della Cei rifiuta compatta l'accusa di ingerenza negli affari italiani e va diritta al sodo. Annunciando che il comitato Scienza e vita che guidò l'astensione cattolica nei referedum sulla procreazione assistita sta per essere ricostituito. Probabilmente allo scopo di una nuova crociata antiabortista come ipotizzato da socialisti e radicali, i più netti nel condannare l'atteggiamento interventista della Chiesa.
Enrico Boselli, segretario dello Sdi, accusa Camillo Ruini di comportarsi «come un vero e proprio capo di un partito con tanto di programma di governo» e approfitta dell'occasione per criticare la posizione di chi come il leader della Margherita Rutelli è in perfetta sintonia con le entrate a «gamba tesa» della Cei.
Replicando a chi invoca la revisione del Concordato tra la Santa Sede e lo Stato Italiano, monsignore Giuseppe Betori, segretario della Cei, avverte che i vescovi non sentono «l'esigenza di aprire alcuna discussione riguardo al Concordato». Il porporato è del resto convinto che tale esigenza non sia «diffusa né tra le forze poliche né tra la gente». La Chiesa inoltre ribadisce la condanna non solo dell'aborto ma anche «delle modalità farmacologiche di questo come la pillola Ru486 e la sperimentazione che ne stanno autorizzando alcune Regioni italiane». Per Betori «il problema di questo farmaco è il problema dell'aborto che resta una realtà da condannare come va combattuta la linea che vede nell'aborto un diritto civile». Dopo l'intervento di ieri di Ruini che ha spaziato su tutte le vicende italiane, dalla Finnanziaria fino alle riforme costituzionali, il dibattito tra i 250 presuli riuniti ad Assisi non è andato oltre la piena adesione alle parole di Ruini. Maggior attenzione è stata invece dedicata alle questioni sociali con la condanna della «società del superfluo» e la richiesta di una azione dei cristiani contro di essa. «Non bisogna scrollare i cittadini dalle istituzioni e per i giovani bisogna creare una società meno chiusa corporativisticamente in una progettualità sociale ed economica proiettata verso le nuove generazioni».
Il nuovo affondo della Cei divide il mondo politico. Radicali e socialisti liquidano le parole di Betori come arroganti. La nostra iniziativa per rivedere il concordato spiega Boselli non vuole «limitare il diritto di espressione di chicchessia ma chi rivendica il diritto sacrosanto a fare politica non può conservare allo stesso tempo i privilegi legati alla logica del regime concordatario». A Boselli replica Pierluigi Castagnetti: «Bisogna finirla con queste polemiche antistoriche». In difesa della Chiesa anche Udc, Dc e An che accusano la sinistra di voler ridurre la Chiesa al silenzio.
M.B.