Ci sono anche brutte giornate...
ROMA.«Nella vita ci sono anche le brutte giornate». Alla vigilia dell'approvazione della devolution, che oggi otterrà il via libera di palazzo Madama senza i voti dell'opposizione, Romano Prodi allarga le braccia e fa capire che la riforma imposta dalla Lega sarà cancellata con il referendum confermativo.
Il momento tanto atteso da Bossi, sarà trasmesso in diretta Tv e non dovrebbe riservare grandi sorprese. La Cdl, soprattutto dopo la sostituzione di Follini, ha garantito un voto compatto e c'è da essere sicuri che nessuno oserà sfidare il diktat di Berlusconi, che per assistere alle votazioni ha cancellato la sua visita di Stato in Israele.
Si senza riserve anche da Udc e An.
«La Cdl saprà spiegare agli italiani i vantaggi della devolution. Lo farà durante la campagna elettorale» dice il leghista Calderoli. E Roberto Maroni assicura che il Mezzogiorno non sarà penalizzato: «La devoluzione non è ognuno per sé e si salvi chi può ma responsabilizzazione. Nessun timore, dunque, per le regioni del Sud perché ci sarà un miglioramento della spesa».
A mostrare il lato buono della riforma ci prova anche il ministro deper la Funzione pubblica, Mario Baccini, per il quale «grazie all'Udc» oggi la devoluzione «non è un pericolo ma una cosa concreeta che dà un servizio reale ai cittadini.
La tesi del Carroccio, appoggiata da tutti gli esponenti della Cdl compresi i dirigenti di An, è l'esatto contrario di quel che tutti i senatori del centrosinistra hanno sostenuto ieri in aula dove è cominciata la discussione che si concluderà oggi con il voto.
L'Unione, che ieri ha svolto interventi a raffica per tentare di ritardare l'approvazione della contestatissima riforma, già guarda al referendum confermativo e punta al massimo della mobilitazione in tutto il paese.
Piero Fassino parla di un «grave strappo istituzionale» e assicura che la devolution non ha nulla a che vedere con il federalismo perché «spacca il paese». E il primo a farne le spese sarà il sistema sanitario nazionale: «Con il federalismo abbiamo un sistema sanitario che garantisce ad ogni cittadino italiano, dovunque abiti, la certezza di avere le stesse prestazioni. Con la devolution» avverte il segretario della Quercia «avremo venti sistemi sanitari differenti e i cittadini italiani non avranno più gli stessi diritti e le stesse prestazioni».
L'Unione parla di uno «sfregio» alla Costituzione e guarda al referendum. «Gli esponenti della maggioranza possono scappare dal confronto parlamentare ma non sfugiranno al pronunciamento del paese» dice nell'aula di palazzo Madama Gavino Angius, per il quale ciò che conta è il pronunciamento della maggioranza del paese.
«Oggi» aggiunge il capogruppo dei Ds «abbiamo il pronunciamento di una maggioranza parlamentare che però è minoranza nel paese». Ma ad avere qualche dubbio sulla riforma voluta dalla Lega è anche Pier Ferdinando Casini per il quale il federalismo deve essere una «opportunità» e non «un'occasione manacata».
Gabriele Rizzardi