La presidente Bresso bersaglio dei No-Tav

TORINO.Giovedi mattina ha trovato tre proiettili calibro 38 nella buca delle lettere e ieri cinque bidoni della spazzatura sono stati rovesciati davanti alla sua abitazione, ma la presidente del Piemonte, Mercedes Bresso, non si sente un bersaglio dei No-Tav. «Come dice sempre il procuratore Caselli che di queste cose è un esperto - ha commentato - se veramente vogliono farti del male non te lo mandano a dire. Sul fatto che questo avvenimento sia legato alla situazione di tensione relativa alla vicenda Tav non ci sono dubbi. Però non penso a chi in Valle di Susa guida la protesta, ma a chi in Piemonte come in tante altre parti d'Italia è interessato a creare una situazione di tensione». Le sue parole hanno raccolto il plauso degli organizzatori della protesta contro il progetto Torino-Lione che il 16 novembre fermerà la Valsusa. Le dichiarazioni di Bresso sono rimbalzate verso la sede del Gruppo Abele di Torino, dove gli organizzatori della protesta hanno illustrato ieri mattina le modalità della manifestazione. Apprezzamento è stato subito espresso da Antonio Ferrentino, presidente della Comunità Montana Bassa Valle Susa e Val Cenischia, uno dei principali animatori della lotta dei valsusini contro la Tav. Unanime è stata la condanna per l'accaduto da parte del mondo politico e dei rappresentanti delle istituzioni. Bresso ha ricevuto le telefonate del capo dello stato, Ciampi, e del presidente della Camera, Casini. Attestati di solidarietà le sono arrivati dal sindaco di Torino, Chiamparino e dall'arcivescovo della città Poletto, attraverso la telefonata del segretario Ds Fassino e dal ministro per gli Affari Regionali La Loggia.