Le ultime bordate del Molleggiato


BRUGHERIO. Rockpolitik, una grandinata sulla testa degli ipocriti e un Berlusconi cartonato. L'immagine del premier a grandezza naturale ha fatto cosi la sua comparsa sul palco di Brugherio. Eccolo Adriano Celentano che nella sua ultima puntata ha parlato delle polemiche che hanno coinvolto il suo show. Parla dei politici, di destra e sinistra e delle loro scalate alle banche. Celentano ha detto che «Rockpolitik» ha messo in moto un movimento, un pensiero che era dormiente tra i telespettatori. Insomma, ha svegliato i cittadini.
E poi il discorso sulla libertà che coinvolge la «Rai che si dissocia dal programma di successo. Dopo la bufera si tornerà a dormire?».
L'ultima puntata di «Rockpolitik» non è stata solo di monologhi-siluri: a parlare è stato anche il pubblico. Un pubblico particolare, di voci che hanno duettato con Adriano Celentano sull'onda dei problemi sociali. Il «rock e il lento» non è stato solo declamato dal Molleggiato ma dai ragazzi di Locri che hanno bollato come lento chi è mafioso e rock chi rispetta la libertà. E poi il microfono è passato ad un «epurato» Rai, Gianni Minà, che ha parlato della povertà del Sud del mondo. E poi ancora voci che vengono dal mondo che non si vede quasi mai, come quello onirico di Alda Merini, la poetessa milanese. «L'acqua è rock, chi la privatizza è lento», ha elencato Celentano, «l'urlo della periferia e tutto ciò che sale dal basso è rock. Chi adotta un bambino ma la burocrazia delle adozioni è lentissima. Montanelli era rock, anche se non lo sapeva. Chi studia è lento se non ha professori rock». Prima che Maurizio Crozza sulle musica di «Volare» si producesse in un esilarante inno del proporzionale e del maggioritario, il comico Antonio Cornacchione s'è inventato un monologo surreale con la sagoma in cartone del premier Silvio Berlusconi. La parola è quindi passata al «predicatore» Carlos Santana che ha affrontato i temi più disparati, religione, speranza e sogni. Adriano, dal canto suo, ha affrontato la sua filosofia che sa di politica e polemiche. E cosi, dopo Santoro che ha inaugurato la prima puntata, ieri sera è salita sul palco Sabina Guzzanti che ha riproposto la sua satira e le sue imitazioni evitando però quella di Berlusconi. Ha messo in scena una sorta di «Porta a porta», imitando non solo Bruno Vespa ma anche molti dei suoi soliti ospiti. Il suo è un ritorno in Rai dopo la sospensione del suo «RaiOt» e il successo nelle sale del suo documentario «Viva Zapatero». Ma il Molleggiato ha aperto le porte del suo show a nomi del rock di tutto rispetto. Gli Eurythmics, la band salentina Negramaro, Gianna Nannini che ha cantato coinvolgendo l'intera platea. E Riccardo Cocciante, Franco Battiato. Alla fine, lo scatenato Teo Teocoli.

Roberta Rizzo