La Lega dichiara guerra alla Fip Allo studio un torneo autonomo

BOLOGNA. La Lega basket dichiara guerra alla Federazione. Mai prima d'ora i due organi regnanti del basket italiano erano arrivati cosi vicino al definitivo punto di rottura. Le ultime decisioni della Federazione sul numero di stranieri da schierare ha provocato la reazione della Lega, che ieri ha votato l'avvio di uno studio di fattibilità per organizzare un campionato autonomo. Ovvero al di fuori da Federazione e Coni. Inoltre ha deciso di non invitare la Federazione all'All Stars Game, e ha impugnato la delibera che ha stabilito l'utilizzo di sei giocatori nati e formati in Italia, contro il quale andrà avanti in tutte le sedi legali possibili. Non bastasse, ha stabilito l'uscita dei due rappresentanti di Lega dal Consiglio federale e chiesto le dimissioni del presidente Fip Fausto Maifredi. A scatenare la reazione è stato il metodo con il quale si è tenuto quel Consiglio federale nel quale «sono stati scardinati i principi della collaborazione» e vanificati sei mesi di lavoro comune, come ha ricordato il presidente di Lega Enrico Prandi. Un problema di metodo che è diventato di sostanza: «Non siamo noi a rompere con la Fip, ma la Fip a rompere col basket professionistico non tenendo conto delle esigenze di imprenditori e manager che investono nel sistema e impedendo alla Lega di partecipare alle decisioni», ha chiarito Prandi. Lo studio del campionato autonomo partirà subito (qualcuno ha ipotizzato sia già partito), dovrà concludersi entro due mesi e valutare i rapporti con Fiba e Uleb. Le società negheranno alla Nazionale i giocatori? «Non credo», è l'unica risposta non bellicosa di Prandi.