Bonolis è offeso e lascia Serie A

ROMA.Paolo Bonolis lascia il programma «Serie A». Dopo la rivolta dei telegiornalisti sportivi Mediaset e il rincorrersi di voci e polemiche, è stato un comunicato dell'azienda a fare chiarezza sulle scelte del celebre conduttore.
«Paolo Bonolis ha deciso in modo irrevocabile di lasciare la conduzione di 'Serie A", offeso dagli insulti ricevuti nel corso dell'ultima puntata di 'Controcampo'». Questa invece la motivazione di Mediaset: «Dopo avere preso le distanze dalle dichiarazioni di carattere personale di Bonolis - sottolinea l'azienda - si stigmatizza i comportamenti e le espressioni formulate successivamente nei riguardi del conduttore».
L'azienda «respinge l'ipotesi offensiva di aver subito ricatti e conferma di aver confidato in totale buona fede che Bonolis potesse condurre 'Serie A" da Roma, con un semplice spostamento di studio, senza mai aver messo in discussione le responsabilità della testata giornalistica Sport Mediaset».
A convincere Bonolis a gettare la spugna sarebbe sceso in campo addirittura Silvio Berlusconi, preoccupato dallo stato febbrile che si registra nelle redazioni della sua azienda. A far precipitare la situazione sarebbe stata l'assemblea dei giornalisti di Sport Mediaset che in serata, dopo un'infuocata riunione, ha affidato al Cdr un pacchetto di quattro giorni di sciopero avvertendo azienda e presentatore che non «non esistono più le condizioni per una collaborazione comune al programma».
Ventiquattr'ore dopo le «esternazioni» in diretta di Bonolis che ha pesantemente chiamato in causa il direttore dello Sport Mediaset, Ettore Rognoni, definendolo «er penombra», e annunciato lo spostamento per «motivi familiari» del programma da Milano a Roma, tutti i telegiornalisti Mediaset hanno voluto smarcarsi dalle parole del «prestigioso collaboratore esterno», chiedendo all'azienda di battere un colpo. E soprattutto di confermare che a Mediaset «l'informazione è prerogativa delle redazioni giornalistiche». Il documento è stato votato all'unanimità.
La giornata è un susseguirsi di critiche «interne» a Bonolis. Non sono solo i cronisti sportivi a bacchettare Bonolis. Tg5, Tg4, Studio aperto e Tgcom hanno voluto solidarizzare con i colleghi, stigmatizzando le parole del presentatore più pagato della storia televisiva italiana. «Le affermazioni di Bonolis sono inqualificabili», recita la nota sindacale del tigi diretto da Emilio Fede sottolinenando che per la prima volta nella storia Mediaset i giornalisti hanno appreso in diretta da «un collaboratore» decisioni aziendali e editoriali di grande importanza.
Indignazione per toni e contenuti del discorso di Bonolis esprime il Tg5 che accusa il presentatore di aver violato «ogni regola prevista nel contratto nazionale di lavoro». E analoga nota arriva da Studio aperto. Solidarietà ai colleghi arriva anche da Fnsi e Usigrai.
«L'informazione non è spettacolo, presentatori e conduttori non possono invadere il campo di lavoro dei giornalisti», avverte la Federazione della Stampa. (m.b.)