Salva-Previti, ultimatum Udc al Polo Senza l'emendamento salta la legge


ROMA. Sulla salva-Previti l'Udc conferma la sua sfida al resto della maggioranza. Come annunciato, i centristi hanno presentato ieri l'emendamento che esclude dai benefici della legge i processi in cui ci sia già stata una sentenza di condanna. Una modifica decisiva.
Secondo i centristi eviterebbe «l'impatto devastante» della legge sui processi in corso. Che di certo basterebbe a far cadere di colpo lo stesso nomignolo affibbiato alla legge perché questa non si applicherebbe più neanche ai processi in cui è imputato Cesare Previti, condannato per il processo Sme in primo grado e per l'Imi-Sir sia in primo grado che in appello. Ma Forza Italia non ci sta, schierata compatta a fianco del suo ex ministro, e An e Lega si adeguano.
L'Udc non ha gradito nemmeno l'accusa di «tradimento» lanciatagli contro dallo stesso Previti. È un «autogol pazzesco», replicano i centristi. Un «uscire malamente allo scoperto». Ed Erminia Mazzoni, la nuova vice segretaria del partito conferma: abbiamo presentato l'emendamdento «con ancora più convinzione leggendo le reazioni che ha scatenato». E agli alleati lancia un avvertimento chiaro: se respingono il nostro emendamento senza motivo, non voteremo la legge. Appena più possibilista Rocco Buttiglione, secondo il quale l'Udc «è disponibile a cambiare opinione solo se ci verranno fornite buone ragioni», ma ricorda anche che la legge «non fa parte del programma sottoscritto».
In questo clima è molto probabile che l'esame della legge alla Camera slitti ancora. La discussione sulla salva-Previti è in calendario già da oggi a Montecitorio, ma solo al quarto posto nell'ordine del giorno e il centrosinistra continua nell'ostruzionismo su ogni provvedimento. La maggioranza potrebbe chiedere l'inversione dell'ordine dei lavori, ma per il momento non sembra averne alcuna intenzione. Almeno finché restano le divisioni al suo interno. Questa mattina si riunirà il vertice dei cosiddetti «saggi» della Cdl.
Decisamente d'accordo con Previti, che lamenta a gran voce una discriminazione contro di lui, è intanto Marcello Pera. Secondo il presidente del Senato il provvedimento in discussione «sta diventando una legge contro Cesare Previti. Ma questo sarebbe ingiusto».
Qualche imbarazzo sembra affiorare invece nella Lega, dove Roberto Maroni, a chi gli chiede come si comporterà il Carroccio sulla salva-Previti, conferma che l'unico obiettivo leghista è la devolution. «Per ottenere la quale - sottolinea - in questa legislatura abbiamo ingoiato rospi di tutti i tipi».
Ignazio La Russa conferma il sostegno fedele di An. «La ex Cirielli può essere votata cosi com'è già stata approvata da tutta la Cdl, Udc compresa». Ma anche nel partito di Fini qualche dubbio sembra covare. Gianni Alemanno si dice infatti «sicuro che ci sono cose più urgenti e molti problemi da risolvere».
L'emendamento Udc sembra però destinato a provocare differenziazioni anche nel centrosinistra. Se tutti sono infatti d'accordo nell'invitare la maggioranza a rinunciare alla legge nel suo complesso, le divisioni affiorano se si dovesse arrivare al voto sull'emendamento centrista. Rifondazione e Verdi sembrano infatti disposti a votarlo, mentre i Ds confermano il loro «no», e più possibilista si mostra la Margherita. Per la Quercia è Anna Finocchiaro ad avvertire che nonostante l'emendamento Udc la legge resta «discriminante e incostituzionale», anzi, sostiene la responsabile Giustizia Ds, «a nostro parere si potrebbero aggravare i motivi di incostituzionalità».

Andrea Palombi