«Vicini ai nostri soci»

CASTEGGIO.Comunicare meglio ai propri soci le iniziative intraprese, cercare una maggiore apertura verso le altre cooperative: con queste azioni concrete il Consiglio di Amministrazione della Cantina casteggiana risponderà alle critiche mosse dai suoi oppositori, proteste sollevate nel corso dell'ultima assemblea sociale e che da tempo circolano nel settore vinicolo. Si parte, però, da un presupposto: «Dobbiamo discutere in modo costruttivo e comunque per il bene della nostra Cantina - precisa Antonio Rocchelli, rappresentante per il collegio di Casteggio all'interno del CdA - L'esempio ci è stato dato proprio dall'assemblea di domenica mattina, quando si sono discussi molteplici argomenti ma sempre con toni distesi. Questo deve essere il dibattito da intraprendere, se si vuole migliorare davvero certi aspetti bisogna rimboccarsi le maniche senza perdersi in inutili polemiche».
Il socio Giuseppe Bardone, tre anni fa avversario di Vittorio Ruffinazzi nelle elezioni per la presidenza della Cantina di Casteggio, si è fatto portavoce di un malcontento che circola tra diversi iscritti: le uve conferite a Casteggio sono pagate troppo poco, esiste una grande differenza tra le Doc e le Igt, in particolare queste ultime sembrano troppo penalizzate.
«Non abbiamo fatto altro che trasferire sui prezzi delle uve le valutazioni che ci sono state fornite dal mercato - risponde Antonio Rocchelli - Nessuna scelta legata a particolari strategie politiche: in modo molto semplice, sono state pagate di più le uve da cui si produce il vino maggiormente venduto sul mercato. Sappiamo che, a volte, può succedere anche che un Igt è migliore del Doc, tuttavia in commercio c'è stato questo fatturato ed in base alle vendite d'esercizio abiamo ridistribuito le somme ai soci». Bardone aggiunge che altre cantine della zona, ad esempio quella di Broni, pagano maggiormente le uve conferite: «Scendendo nello specifico, concordo sul fatto che Broni paghi meglio le uve che riceve dai suoi soci, mentre per le altre cantine siamo comunque sullo stesso livello di Casteggio - dice Rocchelli - Bisogna dare atto a Broni di essersi gestita ottimamente negli ultimi dieci anni: proprio il confronto con le altre realtà limitrofe deve essere un punto di partenza per migliorarsi. Un pizzico di campanilismo resta sempre, tuttavia cercare il raffronto con altri esponenti del medesimo settore è sinonimo di intelligenza imprenditoriale».
Gli oppositori lamentano anche la continua perdita di soci registrata negli ultimi anni. Il Consiglio di Amministrazione ha pensato a delle strategie per porre freno a questa emorragia di iscritti? «La strategia migliore per non perdere soci, senza dubbio, è quella di pagare le uve meglio, ma questo è più che comprensibile - dice il consigliere della Cantina di Casteggio - E' nostra intenzione comunicare meglio e con maggiore tempestività le iniziative intraprese per il bene della cooperativa».
Simone Delù