Ato, assemblea a Voghera per la svolta provinciale

VOGHERA.I 190 sindaci della provincia, insieme per una svolta: trasformare l'Autorità dell'Ambito territoriale ottimale in un consorzio. Il summit è fissato per venerdi prossimo, alle ore 18, nell'auditorium del centro Dagradi. L'ente, una volta ottenuto il «si» dell'assemblea e trascorsi i tempi tecnici necessari per gli atti burocratici obbligati, diventerà soggetto giuridico. Se arriverà il benestare delle amministrazioni pavesi, l'Ato sarà un nuovo importante consorzio provinciale che potrà occuparsi di ciclo integrato delle acque ma, in prospettiva, anche di altri servizi. L'Autorità dell'ambito territoriale ottimale (Ato) è un'assemblea che raduna 190 comuni. L'organismo, che fino ad oggi dipende dalla Provincia, è presieduto dall'assessore provinciale Delio Todeschini e coordinato da Giampiero Acciaioli, responsabile della segreteria tecnica. Un pool che ha superato, primo in Lombardia e in qualche caso anche in Italia, importanti traguardi: fra l'altro ha ottenuto dalla Regione il 70 per cento dell'ammontare totale dei fondi erogati per il miglioramento dei sistemi di depurazione. «Ai sindaci della provincia - dice Todeschini - spetterà il compito di valutare la trasformazione dell'ente in un'assemblea consortile. Trasformare l'Ato in un soggetto giuridico a sé, vuol dire muovere un passo nella direzione di una più rapida concretizzazione dei progetti in fase di attuazione». Insomma, un consorzio nuovo per sveltire l'iter attuativo degli interventi approvati. Sull'Ato, infatti, pesa il macigno della burocrazia: «Ad oggi ciascun provvedimento deve passare al vaglio dell'intera assemblea - spiega Todeschini -. Ogni singolo passaggio deve seguire un lunghissimo percorso prima di giungere a compimento. Tutto questo, naturalmente, si traduce in un'impressionante perdita di tempo. Si lavora per redigere progetti accurati e poi si perdono mesi per gli atti burocratici». E i tempi della burocrazia li pagano i cittadini». «Abbiamo pronti venti miliardi di vecchie lire da spendere su tutto il territorio provinciale - sottolinea Todeschini -, ma dobbiamo aspettare che i tecnici producano le schede tecniche degli interventi». Questa macchina lenta lascerà spazio a un consorzio più snello: «Io vivrò la trasformazione - dice l'assessore - ma a gestire l'assemblea consortile saranno altri. Sto lavorando perché chi arriverà dopo di me possa fare le sue scelte autonomamente con uno strumento forte come sarà il nuovo consorzio».
Emanuele Bottiroli