Pavia, dodici artisti più uno in mostra nello spazio di Santa Maria Gualtieri

PAVIA.«Dodici più Uno» è il titolo di una mostra che vede l'associazione «Arteaparte» di Pavia protagonista nelle duplice veste di «attore» ed «ospite». Sino al 9 novembre lo spazio di Santa Maria in Gualteri di piazza della Vittoria vede in passerella, in una mostra collettiva ad ampio raggio, non solo i dodici artisti che fanno capo al sodalizio ma anche un «ospite» di assoluto valore come è il pittore Pino Zanchin di Sannazzaro. Quella di Pavia rappresenta non tanto l'occasione propizia per mostrare le opere del «pool» di artisti partecipanti, quanto la possibilità di mettere in gioco la capacità individuale e collettiva di progettare mostre collettive che vanno alla ricerca di un dialogo aperto e costruttivo tra gli artisti stessi, altri artisti ospiti ed il pubblico. Come in un cenacolo, dodici sono gli artisti che fanno corona all'ospite (il tredicesimo ovvero Pino Zanchin). A Santa Maria in Gualtieri spiccano pertanto le opere dell'affermato pittore di Sannazzaro de' Burgondi, veneto di origine e lomellino di formazione; a lui fanno corona opere già apprezzate di Reinaldo Alvarez, Gloria Brocchetta, Achille Clerici, Luigi Delle Donne, Iucu, Tino Montagna, Tiziana Salè, Arnaldo Santagostini, Rosa Tallarico, Marta Vezzoli, Lele Zoncada e Giorgio Zucca. Proprio il gruppo «Arteaparte» porta avanti da dieci anni un'attenta ricerca nell'ambito delle molteplici forme espressive contemporanee. L'attività di questi artisti si arricchisce ora della mostra «Dodici più Uno» con la presenza di un ospite di talento. A Zanchin viene lasciato il centro del palcoscenico che si anima cosi grazie ai colori intensi delle sue pennellate guizzanti, in un equilibrio indovinato di realtà ed astrazione. Pino Zanchin presenta una serie variegata delle sue «Lomelline»: paesaggi astratti e reali al tempo stesso, contaminati dalla mano dell'uomo (l'autore fa uso di legacci, iuta e stoffe che rappresentano la profanazione dell'ambiente originale) in una sorta di denuncia contro l'abuso, ma anche come messaggio di ottimismo visto che sono comunque il paesaggio, il colore, la vivacità espressiva a prendere sempre il sopravvento nei suoi quadri. Ed ruolo dei «dodici» artisti ospitanti? Essi rinunciano alla tradizionale esposizione di opere a parete con piccole installazioni «site-specific» nelle quali ciascuno utilizza in modo nuovo, originale e complementare il proprio personale linguaggio espressivo.