Fratelli Borra, condanna confermata

ZINASCO. Niente da fare. Anche la IV Corte d'Appello di Milano ha ritenuto congrua la pena inflitta in primo grado ai fratelli Angelino e Caterino Borra, per la loro partecipazione al cosiddetto scandalo dei fallimenti, dalla II Sezione del Tribunale civile milanese. La causa riguardava il primo troncone di sottrazioni compiute dalla commercialista Carmen Gocini sulle procedure fallimentari di cui era curatrice. Una parte di queste somme (alcune decine di miliardi di lire) sarebbero finite nella disponibilità dei due imprenditori pavesi accusati di riciclaggio. La Gocini fu accusata di peculato.
Malgrado la diversità delle imputazioni, il giudice Nicolò Clivio in sede di rito abbreviato aveva inflitto ai tre imputati una pena analoga: otto anni di reclusione. Ieri in aula per l'appello c'erano tutti gli accusati anche se non hanno fatto dichiarazioni. Dopo la requisitoria del sostituto procuratore generale Ugo Dello Russo hanno parlato gli avvocati Gianluigi Tizzoni e Massimo Teti per i fratelli Borra e Roberta Ligotti per la Gocini. Tra le richieste formulate quella dell'avvocato Teti mirante a far trasferire a Brescia la competenza essendo stato uno dei pm, Giulia Perrotti, per alcuni anni giudice presso la sezione del tribunale in cui si verificarono le irregolarità emerse soltanto dopo alcuni anni. Dopo un'ora di camera di consiglio il collegio giudicante presieduto da Antonio Caccamo ha accolto le conclusioni della pubblica accusa, confermando la sentenza impugnata. Il 17 novembre proseguirà invece davanti al Gup Enrico Manzi l'udienza preliminare per il secondo troncone (un'altra tranche di fatti analoghi contestati agli stessi imputati e anche al commercialista titolare dell'ufficio in cui operava la Gocini prima di finire in carcere, oltre a due dirigenti della Banca Euronord sulla quale transitarono parte delle somme illecite). In questo periodo Manzi sta valutando se la Banca Popolare Italiana che ha acquisito la Euronord, abbia titolo per costituirsi parte civile o possa essere inserita come responsabile civile. A giorni infine il giudice Claudio Castelli dovrebbe depositare la decisione relativa all'incidente di esecuzione in cui è stata esaminata la richiesta di bloccare la vendita delle società e dei beni sequestrati ai Borra. Secondo gli avvocati Teti e Tizzoni non è giusto che a pagare siano soltanto i due imprenditori pavesi e in misura superiore all'effettivo danno procurato.
Annibale Carenzo