Un kamikaze allo stadio per Berlusconi

ROMA. Un attentato per uccidere Silvio Berlusconi e seminare il terrore in Italia. Uno o più kamikaze che avrebbero dovuto entrare in azione nei giorni scorsi allo stadio Meazza di Milano, durante un incontro di calcio internazionale al quale avrebbe dovuto assistere anche il premier. A rivelarlo, senza fornire alcun dettaglio, è stato lo stesso presidente del Consiglio in un'intervista rilasciata al quotidiano 'Libero". «Io sono oggetto di una minaccia diretta. Un kamikaze allo stadio contro di me», ha dichiarato il premier. «Qui c'è di mezzo l'Italia. Come fate a non avere questa avvertenza?».
Nessuna conferma di un possibile attentato è arrivata dalla procura di Milano, anche se si fa notare che non tutte le segnalazioni in arrivo dall'intelligence vengono trasmesse all'autorità giudiziaria. Ma è lo stesso Viminale a confermare le dichiarazioni di Berlusconi, anche se lo fa solo in serata dopo una giornata trascorsa in silenzio. «Il presidente Berlusconi ha detto una cosa vera, io non posso dire nulla di più», ha detto il ministro degli Interni Giuseppe Pisanu. «Ha detto ciò che poteva dire, non di più. A maggior ragione non posso farlo io», ha proseguito il ministro che però ha voluto anche tranquillizzare i tifosi: «I cittadini continuino ad andare tranquilli allo stadio».
Non è certo la prima volta che il premier si confida con il giornale diretto dal Vittorio Feltri. E questa volta Berlusconi sembra abbia voluto spiegare il perché di certe affermazioni fatte prima della sua partenza per gli Stati Uniti, quando disse di aver cercato di convincere Bush a evitare la guerra. Parole utili ad allontanare dall'Italia il rischio di un attentato. «Io a Washington dovevo, sottolineo dovevo parlare», si sfoga il premier nell'intervista. «Non capisce? Non capisce nessuno? Mi ero accordato con il presidente Bush sulle cose riferite. Qui c'è di mezzo la salvezza del nostro Paese. Altro che presa di distanza mia dall'America. Era la pura e semplice verità. Durante il colloqui con George Bush abbiamo ripercorso insieme i tentativi da me esperiti per indurlo a non attaccare l'Iraq... Ma quale irritazione di Bush».
La segnalazione di un possibile attacco terroristico sarebbe arrivata una settimana fa dai servizi d'oltre oceano che avrebbero indicato come luogo prescelto dai kamikaze un «incontro di calcio internazionale» in programma nello stadio milanese. Un'informazione ricevuta però, spiegano gli stessi servizi, da una fonte ritenuta «non valutabile» e quindi poco affidabile.
Nonostante questo i nostri servizi hanno ovviamente messo in moto la macchina della sicurezza e avviato una serie di accertamenti che però non avrebbero portato a nulla di fatto. Niente anche dal calendario delle partite, dal quale risulta che l'unico incontro internazionale in cui il Milan è impegnato è contro una squadra tedesca, lo Schalke 04 ed è fissato per il 6 dicembre prossimo, quindi molto distante dai giorni indicati nell'informativa.
Sull'allarme lanciato d Berlusconi il deputato della Margherita Sandro Battisti ha presentato un'interrogazione parlamentare al ministro degli Interni Pisanu in cui si chiede chiarezza sui possibili rischi per il premier e quanti si recano allo stadio. (c.l.)