L'Inter si affida a Julio Cruz

MILANO. Non è l'Imperatore, ma solo perchè il suo soprannome è tutt'altro che nobile. Lo chiamano il Giardiniere ma con i suoi gol conquista punti come fosse un Imperatore. In casa Inter, dove nulla è mai scontato, succede anche questo. E una volta tanto una stranezza ha solo connotati positivi visto che, con la sua doppietta, il trentunenne Cruz ha regalato a Mancini la vittoria contro il Porto e l'ipoteca sulla qualificazione. Il tecnico nerazzurro si sfrega le mani, il cambio è stato azzeccato: fuori il fantasma di Adriano, dentro un Cruz che ti toglie dai guai.
Un panchinaro di lusso che merita sempre più spazio, definito dalla dirigenza nerazzurra e dall'allenatore «una garanzia». Cruz, con i due gol di ieri sera, è il capocannoniere nerazzurro con otto reti segnate in totale tra campionato e Champions, due in più rispetto all'opaco Adriano, che se ne è uscito ciondolante senza passare davanti alla panchina, quando Mancini ha deciso di sostituirlo. Cruz, con una media di una rete ogni 74', diventa cosi il capocannoniere, lui che in totale in questa stagione ha giocato solo 592 minuti. Tabellini alla mano, del percorso europeo dell'Inter in testa al girone è il principale artefice: le sue tre reti sono infatti state tutte decisive e hanno consegnato a Mancini due vittorie, quella di ieri e quella contro l'Artmedia a Bratislava. La prima delle due reti siglate ieri sera, tra l'altro, ha anche una valenza storica: infatti il bomber argentino, secondo le statistiche ufficiali dell'Uefa, ha realizzato il 400esimo gol dell'Inter nelle coppe europee. Il Jardinero ieri sera sorrideva, altro che bomber triste come lo chiama qualcuno: «Il calcio è cosi, ho avuto due possibilità ed è andata bene. Sono felice e non mi preoccupa il fatto di partire in panchina, anche se sono quello che segna più di tutti».
Segna e non crea problemi, anche se spesso viene utilizzato solo a partita in corso: meglio di cosi l'Inter, ultimamente alle prese con le bizze di Adriano, non potrebbe chiedere. Sabato contro la Lazio, intanto, Mancini pensa però alla convivenza dell'Imperatore e del Giardiniere, come nelle favole: sono loro due i candidati a formare dal 1' la coppia d'attacco all'Olimpico.