I no global si preparano alla lotta


BOLOGNA.La sinistra antagonista apre alle lotte sociali. «Resisteremo nel caso in cui venga la polizia a liberare le case occupate» ha annunciato GianMarco De Pieri del Bologna Social Forum, tra i partecipanti dell'assemblea autoconvocata dell'altra sinistra nella sala Farnese di Palazzo D'Accursio. Molto affollata la sala dove Carlo V fu incoronato imperatore. La regola è: «Vietato parlare di Cofferati e di legalità». Ma il tabù viene infranto. Secondo De Pieri parlare di case occupate non è però corretto. «Meglio dire case liberate e autoassegnate» puntualizza il leader dei Disobbedienti che annuncia un fitto calendario di contestazioni, «perché questa giunta non ci rappresenta». Il 5 novembre daranno il via, contro il carovita, a un'autoriduzione dei prezzi sui beni di consumo nei supermercati. Vogliono uno sconto del 50%. Se non verrà concesso? «Si contratterà e si vedrà». Il 13 dicembre, quando ci sarà la prima udienza del processo per lo sgombero del Ctp di Bologna, «vogliamo mille persone in aula che dicano tre volte no. Il 10 dicembre la cannabis parade si arricchirà di nuovi contenuti». Mentre il 12 dicembre i movimenti bloccheranno il centro della città assieme ai comitati ambientalisti che protestano per lo spegnimento del vigile elettronico Sirio, il sabato. Come deciso dalla giunta Cofferati per andare incontro alle richieste dei commercianti. L'assemblea comincia col ricordo degli scontri di lunedi 24 ottobre tra forze dell'ordine e collettivi universitari davanti a Palazzo D'Accursio e dei 34 indagati. Fatti stigmatizzati anche dagli studenti universitari, che ieri sono tornati a protestare pacificamente davanti a Palazzo D'Accursio. Altre facce, questa volta. Nessun fuori corso. I giovani hanno messo in scena un breve e allegro spettacolo teatrale. Tra i protagonisti, l'imperatore-Cofferati sul trono (un carrello della spesa), il procuratore con una minacciosa maschera della morte e il pistolero dei fumetti Tex Willer (molto amato dal sindaco di Bologna) che protegge il suo piccolo esercito di ululanti indiani dal principe tiranno. Tex sfoggia un marsupio al posto delle pistole e l'orecchino al naso. «Zona decofferatizzata» c'è scritto sullo striscione. Nel giorno in cui il Cinese ha presentato il documento sulla legalità, non c'erano più gli agenti in assetto antisommossa ad attendere i giovani, ma una decina di vigili urbani che li hanno fatti entrare nel cortile e invitati a salire in consiglio comunale. «Basta presentare il documento e prendere il pass» spiega Dea, la vigilessa. Loro dicono no. Non hanno alcun documento da leggere in aula.

Claudia Zamorani