E qualcuno ha chiamato persino la polizia

PAVIA.La vicenda dell'imprevisto alla mostra di Klimt che molti si sono affrettati a definire 'semplice errore umano", ha fatto emergere il problema, più ampio, dell'accoglienza turistica a Pavia. Bar e ristoranti chiusi nei giorni festivi, alberghi scarsi, poche possibilità di ottenere informazioni turistiche, sono solo alcune delle questioni emerse nitidamente. Le lamentele dei visitatori per i quali, anche se per poco tempo, è stato precluso l'ingresso alla mostra, sono lo specchio di un problema annoso e dai contorni complessi. Come spiega Amedeo Storti, di Trieste, venuto a vedere la mostra, «Pavia è una città dove è difficile perfino trovare un albergo per pernottare. Non parliamo poi del fatto che mancano completamente punti informativi. Non sapendo che l'Apt, l'azienda di promozione turistica a Pavia fosse chiusa, mi sono recato personalmente nella sede. Come si fa a visitare una città dove non si riesce neanche a sapere perché una mostra, come quella di Klimt che dovrebbe essere regolarmente aperta, in realtà è chiusa»?
Il sistema alberghiero, che ha subito l'ultimo duro colpo con la chiusura dell'Hotel Ariston proprio qualche giorno fa, è oggetto di serie riflessioni da parte dell'amministrazione comunale. Che si interroga anche sulle ipotesi di progetto delle 'Iat", le nuove strutture di Informazione e accoglienza turistica, per le quali la Provincia di Pavia ha già ricevuto un contributo economico di 225mila euro. A fornire un quadro dettagliato della situazione, sul piano turistico e culturale, è l'assessore alla cultura Silvana Borutti: «Il problema dell'informazione turistica è solo temporaneo, quello dell'accoglienza è più complesso - spiega -. Per la prima questione siamo in un momento di interregno. Con la chiusura delle Apt, la gestione dei servizi di informazione turistica passa al Comune. Il progetto riguarda appunto le 'Iat", che dovranno diventare, nelle ipotesi della legge regionale su cui si basano, non solo un punto informativo e di smistamento dei turisti, ma soprattutto un centro di attrazione e promozione del turismo sul territorio. Il passaggio di competenze dalla Provincia al Comune può permettere di fare arrivare dalla città spunti importanti».
Di non immediata soluzione è invece il recupero del tessuto alberghiero. L'assessore Borutti sottolinea il legame necessario tra cultura e sviluppo produttivo. «Ci sono pochi alberghi in città e questo evidenzia un problema di tipo imprenditoriale - spiega -. C'è estremo bisogno di strutture ricettive che garantiscano l'accoglienza dei turisti in visita alla città. Pavia fa parte del circuito delle città d'arte della pianura padana, attive sul piano della ricerca di nuove forme di turismo. Oltre alle difficoltà ci sono anche molte cose positive che si stanno portando avanti: il successo della mostra su Klimt, possibile grazie allo spirito imprenditoriale dei giovani dell'Alef, lo sta dimostrando». I centri 'Iat" dovrebbero sorgere dove si trovano attualmente i bagni pubblici, ma un punto informativo in più potrebbe essere collocato presso il Broletto. In questo modo verrebbe garantita una buona copertura della città: dai luoghi di fermata dei pullman turistici, fino al centro, più frequentato di visitatori e soprattutto sede dell'Università. (m. f.)