Cancro all'utero: efficace il vaccino preventivo
PARIGI.La speranza di sconfiggere definitivamente uno dei killer della salute delle donne è più concreta. Gli esperti riuniti a Parigi per il Congresso europeo di oncologia clinica (Ecco) hanno annunciato che è efficace il vaccino preventivo contro il virus responsabile del tumore del collo dell'utero, sviluppato da Sanofi-Pasteur Msd anche con la collaborazione di cinque centri italiani. A confermarlo sono i risultati della sperimentazione a livello mondiale di fase III del vaccino: sono state coinvolte 25 mila donne di 33 paesi per un periodo di due anni. Risultato: nelle donne alle quali e stato somministrato il vaccino, rispetto a quelle cui e stato dato un placebo, dopo due anni non si è registrata alcuna lesione precancerosa o tumore. Questo significa, hanno affermato gli specialisti, che «l'efficacia clinica del vaccino è del 100%». Evidenze che fanno sperare di riuscire a sconfiggere una patologia che, oggi, si attesta come la seconda causa di morte tra le donne piu giovani (15-44 anni) dopo il cancro al seno ed i cui numeri fanno paura: 33.500 nuovi casi l'anno in Europa (3500 in Italia e 500.000 nel mondo) e 15.000 decessi (circa 1800 nel nostro Paese). Vale a dire che il cancro al collo dell'utero uccide ogni giorno in Europa 40 donne e 4 in Italia. Ma come agisce e a chi dovrà essere somministrato il nuovo vaccino, quando sarà disponibile? Il vaccino difendera le donne dal Papillomavirus, il primo responsabile di questa forma tumorale che si trasmette attraverso i rapporti sessuali. Dal momento che questo tipo di neoplasia sta colpendo sempre più proprio le ragazze giovani (complice anche l'abbassamento dell'età dell'inizio della vita sessuale), gli specialisti sostengono che il vaccino dovrà essere raccomandato soprattutto alle pre-adolescenti nella fascia di età 11-12 anni che non abbiano ancora avuto rapporti sessuali. Obiettivo, ha spiegato il responsabile dei laboratori della Ginecologia oncologica dell'Istituto Tumori Regina Elena di Roma Luciano Mariani, è «precedere il contatto naturale con il Papillomavirus, garantendo un elevato livello di protezione a lungo termine». Un semplice vaccino, somministrato in giovane età, potrebbe quindi salvare da una patologia molto grave. Tuttavia, hanno precisato gli esperti, anche quando sara disponibile il vaccino, la prevenzione attraverso il pap-test rimarra fondamentale, perchè consente di scoprire le alterazioni tumorali delle cellule prima che compaiano i sintomi della malattia.