CALMA: E' SOLTANTO UNO SPETTACOLO...
Punto, due punti, punto e virgola - e puntini sulle i: in poco più di mezz'ora Adriano Celentano e Roberto Benigni (soprattutto quest'ultimo) hanno rimesso le cose a posto, a proposito di «RockPolitik» e delle incredibili polemiche che ne hanno accompagnato la vigilia e la prima puntata.
Innanzitutto, perchè arrabbiarsi se Celentano è solo 'un bischeraccio" (parola di Benigni)? E, sottinteso, se il suo show non è altro che una 'casa della libertà" di satira, sberleffo, umorismo come ce ne sono a decine in ogni altro paese (a partire dagli Usa)?
Uno show 'scandaloso" solo in un paese fatto regredire, sul piano del gusto e della capacità critica, da un ventennio di televisione che più squallida, pavida e corriva non si potrebbe, capace di allestire nello stesso momento le più triviali battute a doppio senso e i più bigotti inchini al conformismo.
Secondariamente, si è visto che anche in questa puntata, come nella prima, la satira di 'Rockpolitik" colpisce senza tema a tutto campo: da Fidel a Bush, da 'Che" Bordon ai Pacs alle leggi 'ad personam" e cosi via.
In terzo luogo, si conferma la subalternità dell'universo televisivo a ciò che si fa 'evento". Nel caso di Celentano, l'evento lo fa in parte il personaggio (con i suoi ospiti), e in parte non minore la rozzezza culturale della classe politica e della dirigenza della televisione, incapaci di prendere questo (e altri) show come occasioni per ridere e (a volte) pensare, esattamente come ce ne sono in tutto il mondo, a parte i paesi totalitari.
D'altronde non ci dice abbastanza il mostruoso (in tutti i sensi) successo di roba come 'L'isola dei famosi" o 'La talpa"? Non ci dice niente che perfino austeri leader politici si facciano volentieri 'carrambare" dalla De Filippi e in ogni altro salotto, tinello, e magari anche il cesso, con rispetto parlando, di questa tv?
Ecco, 'RockPolitik" è stato l'alta sera una salutare iniezione di buon senso: «Calma, è soltanto uno show», ci ha detto, con le parole beffarde e travolgenti di Benigni.
Certo, metti insieme un popolare cantante che è anche un suggestivo qualunquista, un grande, ispirato comico, dei bravi professionisti di contorno, un mazzo di belle canzoni (con la chiusa straordinaria dei Sud Sound System, nuovi per il pubblico più vasto), aggiungi uno scenario e un budget adeguati, e il risultato non può mancare.
Per sapere perchè non accada più spesso basta leggere il commento di Fabrizio Del Noce, direttore di RaiUno, all'ultima puntata: impossibilitato stavolta a gridare allo scandalo, ha sfogato il proprio livore contro Celentano ringhiando, che, con Benigni, 'non è esistito". Incapace di capire che, piuttosto che negli improbabili sermoni, è proprio in questo comportarsi da 'spalla" e da regista insieme che Celentano dà il meglio (canzoni a parte, ovviamente).
Difficile capirlo per chi, in Rai, vorrebbe solo farla da padrone in nome del padrone politico che ha.