Pollo vietato, Stradella «censurata»

STRADELLA. Togliere pollo e tacchino dalle mense scolastiche anche solo provvisoriamente? La decisione adottata, in via precauzionale, dal Comune di Stradella scatena una dura reazione da parte dell'Unione agricoltori. In una lettera-esposto al prefetto Cosimo Macri e all'assessore regionale all'Agricoltura Viviana Beccalossi, il presidente Giovanni Desigis «censura» la decisione del Comune oltrepadano che a suo dire rischia di aggravare lo stato di crisi di tutto il comparto avicolo. E' scontro dunque con l'ente locale. Ma se Stradella toglie il pollo (che, però, potrebbe riapparire a mensa dopo un ulteriore accertamento igienico-sanitario), Broni invece lo lascia sia pure dopo aver riunito un tavolo di esperti.
Agricoltori e Comune di Stradella divisi dal pollo. Lettera dura quella scritta dal presidente Giovanni Desigis. «La decisione del Comune di Stradella concernente la sospensione del consumo di carne avicola nelle mense scolastiche merita una particolare attenzione da parte delle Istituzioni Pubbliche di livello superiore». E' l'esordio dell'esposto al prefetto che prosegue: «Nel caso specifico tale atto, intrapreso da una pubblica amministrazione, ci lascia molto sconcertati poiché oltre ad alimentare fobie generali non viene tenuta nella debita considerazione la salubrità e la qualità del prodotto locale, garantito da un sistema di vigilanza e controllo che non trova uguali in altre realtà di paesi sviluppati quale è la nostra Europa». L'Unione Agricolti rimarca che «avrebbe avuto forse maggior successo un richiamo dell'Amministrazione Comunale, al gestore del servizio, teso a ricavare garanzie su prodotti sicuri e garantiti, quali quelli nazionali, sui quali la certificazione della tracciabilità trova giusta rispondenza. Tale atto amministrativo non è altro che un sistema 'pilatesco" per scaricarsi di responsabilità proprie, anche inesistenti quale è appunto il caso di cui si tratta, senza una giusta e dovuta attenzione sulle ricadute che ciò comporta».
Poi il passaggio più delicato. «Quale organizzazione di produttori agricoli e zootecnici deputati alla tutela dell'impresa agricola - si legge nella lettera - non possiamo accettare che la pubblica amministrazione senza i necessari presupposti possa intraprendere azioni che danneggiano l'economia di molte nostre aziende. Le esperienze del passato, anche per altri casi simili, hanno fatto comprendere al consumatore la validità, la salubrità e l'equità dei costi dei prodotti nazionali». E ancora: «Su questo crediamo debba dirigersi lo sforzo di valorizzazione della Pubblica Amministrazione che intende giustamente tutelare la salute del cittadino ma non può certo farlo attraverso azioni quali quelle del Comune di Stradella che hanno come unico risultato il danneggiamento dell'unica economia, quella agricola, che mantiene forte legame con il territorio nella quale opera».
Da queste lunghe premesse l'esposto chiude con l'appello al prefetto: «Rivolgiamo pertanto istanza alle S. V. affinché un preciso intervento di sensibilizzazione e di richiamo al problema induca gli Enti Locali ad assumere posizioni ed atti che non siano nefasti per coloro che con tanta cura svolgono la propria attività di imprenditoriale. In conclusione nel ribadire che azioni come quelle intraprese dal Comune di Stradella possano ulteriormente aggravare lo stato di crisi del sistema agricolo nonché ledere il rapporto di fiducia tra produttore e consumatore, ci auguriamo che quanto accaduto non abbia più a manifestarsi in futuro». (f. g.)