Un teatro per il tenore

Pavia e Vigevano posseggono i due principali teatri della provincia. Quello del capoluogo, dedicato al tenore verdiano Gaetano Fraschini, è stato fondato nel 1771 da «quattro patrizi cavalieri e decurioni della città» ovvero i conti Francesco Gambarana Beccaria e Giuseppe de' Giorgi di Vistarino e i marchesi Pio Bellisomi e Luigi Bellingeri Provera. Il grandioso edificio venne progettato dall'architetto Antonio Galli detto il Bibiena e inaugurato solennemente il 24 maggio 1773 con l'opera «Il Demetrio» (libretto di Pietro Metastasio e musica del boemo Giuseppe Mjsliveczek). Il teatro, che inizialmente assunse la denominazione «dei Quattro Cavalieri» e anche «del nobile condominio», ha quattro file di palchi caratterizzati dalla felice sovrapposizioni degli stili dorico, jonico e corinzio. La sala era in origine ornata da 24 busti di re longobardi, posti in nicchiette ovali, che provenivano da casa Bellisomi, che in seguito furono rimossi. Il proscenio è dotato di due state rappresentanti la Musica e la Poesia realizzate dal pavese Michele Forabosco. Il soffitto, affrescato da Achille Savoia nel 1877 in occasione di un restauro, venne sostituito nel 1909 da un'altra opera del milanese Osvaldo Bignami. Già nella prima metà dell'Ottocento a Vigevano esisteva il teatro Galimberti, poi diventato Colli Tibaldi, di proprietà del signor Galimberti. Col passare degli anni e il costante crescere della popolazione si desiderò un locale più dignitoso e meglio rispondente alle mutate necessità. Il consiglio comunale l'11 giugno 1870 decise che il nuovo edificio si sarebbe chiamato Teatro Municipale di Vigevano, con la condizione che la proprietà sarebbe stata della città ad eccezione dei singoli palchi, la cui proprietà sarebbe andata ai rispettivi acquirenti. La sera di sabato 11 ottobre 1873 il nuovo Teatro Municipale fu solennemente inaugurato con la rappresentazione dell'opera «Un ballo in maschera» di Giuseppe Verdi diretta dal maestro Domenico Cagnoni. Per lungo tempo il teatro ospitò regolarmente due stagioni operistiche di notevole rilievo nei periodi di carnevale e d'autunno. Nell'ottobre 1875 vennero rappresentate due opere del vigevanese adottivo Antonio Cagnoni: «Papà Martin» e «Don Bucefalo». Il 1º maggio 1896, un giorno dopo la morte del compositore, il consiglio comunale decise di intitolargli il teatro vigevanese.