Le ricette dal tabaccaio e dal calzolaio

VIGEVANO. Le ricette mediche dal calzolaio e dal tabaccaio. Due punti di raccolta per gli abitanti del quartiere Cascame e poi, consegna a domicilio dei farmaci acquistati alla farmacia comunale del centro commerciale. E' l'ipotesi cui sta lavorando l'amministrazione comunale, per cercare di rimediare ai disagi per i residenti che sono sorti dopo la chiusura della farmacia comunale di via Matteotti, trasferita all'IperCoop-Il Ducale. L'idea è stata lanciata in consiglio comunale dal consigliere Giuseppe Bellazzi (Polo laico), e da qualche giorno il presidente del consiglio comunale Marino Cividati si è messo in moto per verificare se la proposta sia concretizzabile. Andando personalmente dai negozianti per verificarne la disponibilità.
Sono già stati contattati da parte del presidente del consiglio comunale due negozianti di via Matteotti, il tabaccaio e il calzolaio, che hanno offerto la loro disponibilità ad ospitare nei loro negozi le cassette di raccolta delle ricette mediche. I problemi da superare non sono pochi: a partire da quello della privacy. Sulle ricette sono scritti i nomi dei pazienti e i farmaci richiesti: sono dati privati e il sistema di raccolta deve garantire questa tutela. Ciascuno ha il diritto di non far sapere quali farmaci assume. Poi il pagamento eventuale del ticket: chi consegna i farmaci a domicilio ai pazienti, evidentemente una persona autorizzata dall'Azienda speciale farmacie e dal Comune, deve poter incassare i soldi. Altro problema l'organizzazione dei tempi di raccolta e di consegna: l'ipotesi che circola è che ogni giorno un addetto passi nei due negozi a raccogliere le ricette e, nel giorno stesso o al massimo il giorno successivo, i medicinali vengano consegnati a domicilio ai pazienti. E' evidente che il tabaccaio e il calzolaio non possono dispensare i farmaci richiesti. Tutte questioni su cui il presidente del consiglio comunale si sta confrontando con addetti ai lavori, per capire a fondo tutti gli aspetti della quetsione e vedere se effattivamente questo servizio agli abitanti del Cascame sia attuabile. Non potendo aprire un armadio farmaceutico nel quartiere, in quanto la normativa vigente lo impedisce, il Comune sta cercando qualche alternativa. Anche perché lo stesso assessore comunale alle farmacie, Luigi Sampietro, in consiglio comunale ha ammesso che la decisione di spostare la farmacia comunale al centro commerciale ha creato disagi ai residenti.
Giuseppe Bellazzi, che è medico, aveva lanciato la proposta in aula durante il consiglio comunale del 26 settembre, quello in cui il centrodestra ha bocciato la mozione del centrosinistra che chiedeva il ritorno della farmacia comunale in via Matteotti. Lo setsso Bellazzi aveva dichiarato di aver approvato con entusiasmo lo spostamento della farmacia al centro commerciale «ma - ha aggiunto - abbiamo preso tutti un colossale abbaglio, in perfetta buona fede». Poi aveva suggerito di creare una struttura, in corso Brodolini, in cui soprattutto le persone anziane possano portare le ricette e personale del Comune, il giorno stesso o il giorno dopo, faccia trovare loro i medicinali prescritti. (d.a.)