Pavia, Di Fausto è in paradiso

PAVIA. Un calciatore rinato. Domenica scorsa Fabio Di Fausto ha avuto l'occasione di tornare a vestire i panni di titolare e non l'ha sprecata. Non solo, al termine della gara è risultato anche uno dei migliori in campo. Dopo due mesi passati ai box per via della lenta riabilitazione dovuta all'operazione alla tiroide effettuata a fine luglio, adesso è a tutti gli effetti un giocatore a disposizione di Marco Torresani. Parallelamente alla sua condizione atletica ora è migliorato anche il suo umore. Al punto tale che trova addirittura il modo di ironizzare sui suoi precedenti guai fisici: «Domenica ho dimostrato di essere un giocatore di calcio. Meno male perché chi assisteva agli allenamenti, vedendomi per settimane correre a parte e magari inciampare sul pallone durante le partitelle, poteva pensare che fossi un maratoneta entrato per sbaglio a far parte del Pavia. A tratti sono stato assalito dallo sconforto ma non ho mai temuto di non poter tornare a giocare ad alti livelli».
Di Fausto, lei è stato la sorpresa di Novara-Pavia. Si aspettava, alla sua prima gara da titolare, di giocare cosi bene?
«Ci speravo. Da settimane notavo costanti miglioramenti ed attendevo l'occasione per dimostrare che stavo bene. Col Lumezzane sono entrato nella ripresa ma forse era meglio che rimanessi in panchina perché ero in ritardo di condizione. Il mister giustamente per un po' ha preferito puntare su altri. A Novara mi ha dato una chance».
Lei non se l'è lasciata sfuggire...
«Sono stato fortunato. A Novara mi giocavo molto della mia credibilità di calciatore e il fatto che la squadra abbia fatto vinto con merito mi ha aiutato. Se il Pavia avesse giocato male e magari perso anche la mia prestazione ne avrebbe risentito».
Considera la partita di domenica una sorta di sua rinascita personale?
«Si perché ho dimostrato di essere un calciatore. Per settimane sembravo spaesato. Invece chi c'era a Novara ha visto che so anche giocare».
Ha mai temuto di non poter tornare ad alti livelli?
«No, perché il lavoro paga sempre. Avevo bisogno di tempo perché le capacità atletiche rappresentano il mio principale punto di forza. La mia nuova scommessa è tornare al top della forma e dimostrare in pieno chi sono».
Chi è Fabio Di Fausto?
«Non mi piace parlare di me ma se proprio devo dico che sono un esterno di centrocampo di 27 anni, sia a destra che a sinistra. Finora ho collezionato una trentina di presenze in B con le maglie di Messina e Ancona e quasi 150 in C1 fra Taranto, Lodigiani, Prato e ancora Messina. Quanto valgo davvero però è il campo a doverlo dire».
Obiettivi?
«Qui ci sono buoni esterni ma spero di riuscire a ritagliarmi uno spazio, dando una mano alla squadra ad approdare ai play off».
Michele Lanati