Aids, calano i nuovi malati a Pavia
PAVIA. Aids in Lombardia: è sempre un incubo. E sempre più rapporti a rischio: il preservativo è un optional. E sempre più «primi capelli bianchi» tra i malati. Una realtà comune in tutta Italia dove ogni due ore una persona si infetta, dodici ogni giorno. L'annuncio è stato dato la scorsa settimana alla presentazione del Congresso Nazionale dell'Anlaids. «Si sta abbassando la guardia e l'epidemia dell'Aids rischia di essere dimenticata» dicono il presidente dell'Anlaids Ferdinando Aiuti e Mauro Moroni, presidente dell'Anlaids Lombardia. Per fortuna a Pavia si è registrata una diminuzione di casi.
In Lombardia, secondo gli ultimi dati del Centro Operativo Aids dell'Istituto Superiore di Sanità, in un anno, dal luglio 2004 al giugno 2005, si sono avuti 542 casi (erano stati 493 dal luglio 2003 al giugno 2004) cosi suddivisi: a Milano si sono avuti 220 casi (erano stati 219); a Bergamo si sono avuti 49 casi (erano stati 47); a Brescia si sono avuti 118 casi (erano stati 59); a Como si sono avuti 27 casi (come tra luglio 2003 e giugno 2004); a Cremona si sono avuti 17 casi (erano stati 18); a Lecco si sono avuti 18 casi (erano stati 21); a Lodi si sono avuti 8 casi (erano stati 5); a Mantova si sono avuti 16 casi (erano stati 9); a Pavia si sono avuti 24 casi (erano stati 28); a Sondrio si sono avuti 3 casi (erano stati 4); a Varese si sono avuti 42 casi (erano stati 56).
In particolare nei primi sei mesi di quest'anno in Lombardia si sono avuti 171 casi di Aids. Salgono cosi a 16.723 i casi di Aids in Lombardia dall'inizio dell'epidemia: a Milano sono stati 8.530; a Bergamo sono stati 1.274; a Brescia sono stati 2.183; a Como sono stati 699; a Cremona sono stati 455; a Lecco sono stati 357; a Lodi sono stati 305; a Mantova sono stati 365; a Pavia sono stati 753; a Sondrio sono stati 125; a Varese sono stati 1.677. In Italia dal 1982 al 30 giugno 2005 i casi, in totale, sono stati 55.286 dei quali 443 nel primo semestre del 2005.
La Lombardia si colloca al primo posto in Italia nella graduatoria dell'incidenza dei casi di Aids notificati tra luglio 2004 e giugno 2005 con il 6,3 per centomila abitanti: nel periodo luglio 2003-giugno 2004 il tasso di incidenza era stato di 5,4. Una buona notizia: al 30 giugno 2005 non è stato registrato alcun caso pediatrico in Lombardia e in Italia. Dall'inizio dell'epidemia al 30 giugno 2005 in Lombardia sono stati registrati 203 casi pediatrici (l'ultimo nel 2004). In Italia, dall'inizio dell'epidemia al 30 giugno 2005, i casi pediatrici sono stati 742. Dal 1982, anno della prima diagnosi di Aids in Italia, al 30 giugno 2005 nel nostro Paese, secondo i dati del Coa (Centro Operativo Aids) dell'Istituto Superiore di Sanità diffusi durante la conferenza stampa a Roma di presentazione del Congresso Nazionale dell'Anlaids che si è svolto a Vibo Valentia, si sono avuti 55.286 casi di malattia nella forma conclamata. Di questi, il 77,6 per cento (42.904) erano di sesso maschile, l'1,3 (742) erano bambini al di sotto dei tredici anni e il 6,6 (3.629) erano stranieri. Dall'inizio dell'epidemia al 30 giugno 2005 risultano deceduti 34.532 pazienti (62,5 per cento).
Quest'ultimo dato è sottostimato - anche se più accurato rispetto agli anni passati - a causa della non obbligatorietà della notifica di decesso per Aids.
Si stima che nel nostro Paese i sieropositivi siano 110-130 mila. Tenendo conto dell'indice di incidenza dei casi di Aids notificati nel periodo luglio 2004 - giugno 2005 in rapporto a centomila abitanti, si ha questa realtà: in testa la Lombardia che registra un aumento rispetto al periodo luglio 2003 - giugno 2004 (era a quota 5,4 sale a 6,3). Al secondo posto l'Emilia Romagna con 4,0 (come nel periodo luglio 2003-giugno 2004). Al terzo l'Umbria con 3,2 (era a 1,4); al quarto la Liguria con 3,1 (era a 4,5) e il Lazio che scende da 5,1 a 3,1. Al quinto la Toscana con 2,8 (era a 3,6); al sesto con 2,4 le Marche (erano a 2,9) e l'Abruzzo (era a 1,7); al settimo il Piemonte con 2,3 (era a 2,2); all'ottavo il Veneto con 2,0 (era a 1,5); al nono il Friuli Venezia Giulia con 1,9 (era a 1,2); al decimo la Valle d'Aosta con 1,7 (come nel periodo luglio 2003-giugno 2004); all'undicesimo la Sardegna con 1,6 (era a 2,5); al dodicesimo la Basilicata con 1,5 (era a 1,0); al tredicesimo con 1,4 il Trentino Alto Adige (era a 2,3) e la Puglia (era a 1,6); al quattordicesimo la Sicilia con 1,2 (era a 1,3); al quindicesimo la Calabria con 1,1 (era a 0,9). Fanalini di coda la Campania con 0,8 (era a 1,0) e il Molise con 0,6 (come nel periodo luglio 2003-giugno 2004).
Le province che in Italia non hanno registrato casi di Aids nel periodo luglio 2004-giugno 2005 sono state quelle di Belluno, Rieti. Chieti, Isernia e Vercelli.