Da Pavia allo Sri Lanka, lavori in corso dopo lo Tsunami

PAVIA.Tante casette intonacate di bianco guardano il mare a una distanza di sicurezza, un centinaio di metri che - con il senno di poi - sarebbero bastati a ridurre la devastazione nella regione di Colombo, Sri Lanka. Celestino Abbiati, vicedirettore della Caritas pavese, ha scattato una fotografia. E' la prova che gli aiuti inviati da Caritas internazionale, sulla quale sono confluiti gli aiuti di tanti pavesi dopo lo Tsunami, sono arrivati a destinazione. Non un aiuto a pioggia, non la carità gratuita, ma un contributo che si chiede alla popolazione locale di completare. La Caritas finanzia i muri e al resto pensano gli abitanti dello Sri Lanka. In Italia sono stati raccolti ben 13 milioni di euro di cui 4 milioni spediti per l'emergenza, altri 3 milioni e mezzo investiti su progetti.
Abbiati è appena rientrato dal Sud Est Asiatico, che ha visitato come delegato per la Caritas della Lombardia. Dal 27 settembre al 6 ottobre ha visitato i luoghi in cui la ricostruzione è in corso. «Obiettivo della Caritas comunque è aiutare la popolazionelocale a raggiungere l'autonomia - spiega Abbiati - Per questo vengono avviati progetti di microcredito, cooperative di donne che producono oggetti artigianali, villaggi che si autotassano per finanziare l'attività di chi ha maggiormente bisogno». Due i programmi portati avanti da Caritas internazionale: il Nation Programme che cerca di raggiungere capillarmente i villaggi con il microcredito aperto soprattutto alle donne e il Peace Programme che, spiega Abbiati, «cerca di intervenire sulle nuove generazioni per cancellare le rivalità etniche che ancora dilaniano il Paese e sono la causa di tanti morti». Abbiati, con gli altri delegati italiani, non ha dormito in albergo, E' stato ospite di un istituto che accoglie più di 400 bambini di strada. E con loro ha diviso emozioni indimenticabili. (m.g.p.)