Udc, braccio di ferro sul successore di Follini

ROMA.Premiership e «dopo-Follini». Dopo aver ottenuto il massimo della compattezza in Parlamento su devolution e riforma elettorale, la maggioranza si trova ora a dover risolvere quel problema che l'Unione ha superato con le primarie. Chi sarà il candidato premier della Cdl? Berlusconi, rispondono in coro nella maggioranza. Ma c'è un ma. Prima Casini e poi Fini, hanno accettato la sfida lanciata dal Cavaliere e ora confermano che il candidato premier sarà chi prenedrà più voti alle prossime politiche. «Il candidato premier è Berlusconi, come quello del centrosinistra è Prodi. Ma se al termine delle elezioni l'Udc o An avessero ottenuto più voti di Forza Italia» precisa Fini «allora sarà la coalizione e il Presidente della Repubblica a dare l'incarico per palazzo Chigi». La Lega, con Bossi, non prova neppure ad entrare in competizione per la presidenza del consiglio mentre Berlusconi non solo accetta la sfida ma liquida la questione con sufficienza. «Il premier sarà il candidato più votato? E' quello che ho detto io, è quello che s'ha da fare con il sistema proporzionale».
Nell'Udc è invece in corso la battaglia per la segreteria. Il consiglio nazionale del partito si riunisce oggi per indicare il successore di Follini. I nomi in pole position sono due: Lorenzo Cesa, gradito a Pier Ferdinando Casini ma stoppato dall'ex segretario, ed Eminia Mazzoni che può contare sull'appoggio di Mario Baccini e rappresenta la «mediazione» messa sul piatto dal presidente della Camera. Spunteranno soluzioni alternative? I centristi sono in fermento, la risposta si conoscerà solo oggi. (g.r.)