Schmid e Seminara «L'accordo premia il valore di una scuola»

PAVIA. «L'Università metterà in gioco le sue forze migliori, vorrei anche il coinvolgimento degli studenti nelle attività che nasceranno dal protocollo firmato con la Commissione parlamentare antimafia». Il rettore Roberto Schmid esprime soddisfazione per il risultato, «ennesimo frutto di una lunga e antica tradizione d'eccellenza della facoltà di Giurisprudenza».
Compiacimento anche da parte del preside Sergio Seminara: «La firma del protocollo è in continuità con gli incontri su mafia, legalità, istituzioni organizzati dalla facoltà da due anni. Lo scopo che ci anima è trasmettere agli studenti non solo il metodo giuridico ma anche la cultura della legalità. I giovani devono essere consapevoli della necessità di passare, in Italia, dal sistema di illegalità diffusa alla cultura della legalità».
Vittorio Grevi dice che «la mafia si è inabissata dopo le grandi stragi e l'assassinio Fortugno riapre la finestra. E' caduta la maschera di pax mafiosa. In Lombardia la criminalità organizzata, in particolare la'Ndrangheta, è in espansione. In Calabria il 27% della popolazione è affiliata alle'ndrine. Ma il parlamento che fa? La sensazione è che sia sordo alle sollecitazioni della Commissione antimafia. Altrettanto sordo pare il governo, che sembra pensare ad altro. La Commissione fa il suo dovere, ma la lotta alla mafia non è più una priorità della politica. La stabilizzazione della legge sul 41 bis (il carcere duro per i mafiosi, ndr) è il risultato più importante della legislatura. Ma il testo unico sulla criminalità mafiosa non è andato in porto e le altre riforme spesso hanno remato contro, ad esempio decelerando la durata dei processi. E nel Paese prevale un clima di indifferenza e 'lassez faire"».
Il sostituto procuratore nazionale antimafia e segretario dell'Associazione nazionale magistrati Antonio Patrono punta il dito contro la politica: «Abbiamo una legislazione efficace per l'acquisizione dei patrimoni mafiosi ma non altrettanto per il loro riutilizzo. Lo Stato si presenta lacerato, non passa giorno che non si legga di conflitti tra politica e magistratura. E' una vergogna per l'Italia. Basta ripicche, accuse, insulti ai magistrati. Lo Stato deve presentarsi unito per conquistare i giovani alla causa della legalità». (s. c.)