«Intitolare la piazza a Woityla è solo una scelta demagogica»

MEDE.«Con l'intitolazione di piazza Bosio a papa Woityla l'amministrazione comunale ha usato in modo strumentale e speculativo le emozioni e i sentimenti più profondi proponendosi come interprete di questi sentimenti, sia pur in modo legittimo. Se questo è un ragionamento troppo machiavellico, cinico, forse anche blasfemo, ci interessa poco». Rifondazione comunista, per bocca del segretario cittadino Enrico Crotti, respinge le accuse lanciate dal vice sindaco forzista Stefano Leva in merito alla toponomastica cittadina. «La nostra vuole essere una constatazione terra terra, senza ambizioni scientifiche, ma ci sembra strana tutta questa fretta, anche in vista del prossimo sceneggiato televisivo e soprattutto delle elezioni amministrative di primavera - prosegue l'ex vice sindaco Crotti -. Strana anche la necessità di cambiare nome alla piazza dedicata al primo sindaco eletto democraticamente dai medesi, Carlo Bosio, socialista e quindi nemmeno comunista, diventato simbolo di democrazia e di libertà. Ci sembra poi una furbata intitolare due piazze al Grande Torino e a Fausto Coppi, eventi programmati a ridosso, un po' prima e un po' dopo, di altrettante serie televisive». Poi, Crotti parla del pontefice polacco: «Ci piace ricordarlo per gli appelli contro la guerra in Iraq: ma ci fa orrore vedere un grande uomo speso in prossimità delle elezioni alla stregua dell'asfaltatura delle strade. Questa si deteriora sotto il peso della demagogia, cosi come il porfido di piazza della Repubblica si sbriciola sotto il peso dei banchi del mercato. Quindi, rispondiamo al vice sindaco che, se dire ciò che si pensa fuori di metafora significa essere i 'soliti comunisti", allora siamo orgogliosi di esserlo». (u.d.a.)