«Se avessi saputo mi sarei ammazzato»

ROMA.«Mi hanno ingannato, se mi avessero detto che papà e mamma erano morti mi sarei ammazzato». Lo ha detto al suo difensore ed alla zia F.G., il quindicenne che martedi ha ucciso i genitori. Una frase che lascia presagire una sorta di pentimento, anche se le frasi pronunciate dal giovane devono necessariamente tenere conto del suo stato mentale. Il colloquio è avvenuto poco prima dell'interrogatorio e della convalida dell'arresto per duplice omicidio.
Parlando ancora con il suo legale, Alessandro Vannucci, e successivamente con i magistrati, il minore ha anche detto che non voleva andare nel centro di igiene mentale di via dei Sabelli «perchè li si soffre tanto». Sia il difensore, sia la zia (che ha assistito all'interrogatorio) e gli assistenti sociali che hanno preso parte all'atto istruttorio hanno tentato di scavare nel profondo del ragazzo, ma questi era teso, chiuso in se stesso, ed a fatica ha risposto ad alcuni dei quesiti postigli. Il gip Vittoria Correa ha disposto che F.G. sia trasferito in carcere ritenendo questa, per il momento, la soluzione più opportuna. Una decisione non condivisa dall'avvocato Vannucci il quale aveva sollecitato il ricovero del suo assistito in una struttura sanitaria specializzata. «Si tratta di un caso umano più che giudiziario» ha commentato il legale che nei prossimi giorni presenterà un'istanza al tribunale del riesame per chiedere la revoca della misura della custodia in carcere. Vannucci ha anche annunciato che chiederà di far svolgere sotto forma di incidente probatorio la perizia psichiatrica sul suo assistito.