Ciampi: la fame è una strage silenziosa
ROMA. Che non sarebbe stato un compleanno tranquillo si era capito subito. Già sabato scorso l' arrivo a Roma del presidente dello Zimbabwe, Robert Mugabe, aveva suscitato le prime avvisaglie di polemica. L' ambasciatore degli Stati Uniti presso la Fao, Tony Hall, aveva infatti protestato contro la presenza di Mugabe alle manifestazioni per il 60/o anniversario dell' Organizzazione delle Nazioni unite.
Accusando il presidente africano di aver 'usato il cibo come un' arma contro il suo stesso popolo". E ieri, puntuale, è arrivata la risposta di Mugabe.
Il presidente ha ribattuto con durezza passando alle accuse: «Ancora una volta Paesi come Usa e Gran Bretagna si prendono il diritto di decidere per noi, non dobbiamo permettere questa arroganza". E ha rivendicato il diritto ad essere a Roma: «lo Zimbabwe è un membro dell' Onu e ha tutte le ragioni di prendere parte a questa iniziativa». La solidarietà più piena gli è arrivata dal presidente del Venezuela, Hugo Chavez.
«Onoro Mugabe e il popolo dello Zimbabwe, perchè i neri hanno diritti come i bianchi», ha detto Chavez secondo il quale il mondo è «sotto l'egida del colonialismo globale». Poi il presidente venezuelano ha puntato direttamente contro gli Stati Uniti: «io accuso in questa sede: l'impero nordamericano è una vera minaccia per il pianeta».
Eppure la celebrazione del 60/o anniversario della Fao era cominciata nella calma con il conferimento della «medaglia agricola», il più alto riconoscimento attribuito dall' Organizzazione, al presidente del Brasile, Ignacio Lula da Silva.
A spiegare le motivazioni il direttore generale della Fao, Jacques Diouf: «l'attività svolta dal presidente del Brasile nella lotta contro la fame» e l' ideazione e l' impegno per il programma «Fame zero» volto a «liberare milioni di brasiliani dalla fame, contribuendo inoltre a favorire la distribuzione di cibo nei Paesi più poveri del mondo».
Cosi, ringraziando per il riconoscimento, Lula ha avuto l' occasione per riaffermare che proprio la fame 'è la peggior arma di distruzione di massa del nostro secolo" e 'non ci sarà pace nel mondo finchè un miliardo di persone non ha da mangiare».
Poco prima anche il Presidente della Repubblica italiana, Carlo Azeglio Ciampi, aveva usato parole forti sulla questione della fame nel mondo: «la coscienza non può non ribellarsi di fronte a questa strage silenziosa», ha detto Ciampi per il quale, a 60 anni di distanza, «la missione della Fao è più che mai indispensabile e attuale» poichè «al di fuori del mondo industrializzato, centinaia di milioni di esseri umani vivono la disperazione quotidiana di non trovare di che nutrirsi e di non riuscire a dare una speranza di una vita dignitosa ai propri figli».
Sul palco della Fao non è mancata oggi la parola della Chiesa. A portarla è stato il Segretario di Stato del Vaticano, Cardinale Angelo Sodano. Un messaggio semplice il suo, portato assieme al saluto del Papa: 'solidarietà e condivisione".