Stavolta a spacciare erano marito e moglie


VOGHERA. L'eroina è tornata a Voghera. Sembrava che ormai in zona si vendesse e si consumasse solo cocaina: e invece la vecchia «roba» è tornata a fare capolino. E con una quantità di tutto rispetto. Venerdi sera, verso le 22, gli agenti di polizia del commissariato di Voghera, agli ordini del dirigente Mauro Zampiero, hanno arrestato due coniugi vogheresi, sequestrando 17 grammi di stupefacente.
Nel dettaglio, sono stati sequestrati 16 grammi di eroina e uno di cocaina. A finire in manette sono stati Fabrizio Prugni, 44 anni, e la moglie Maria Teresa Tessarin, 42 anni, abitanti in uno stabile di via Sante Zennaro, entrambi già noti alle forze dell'ordine per questioni di droga. In casa i due avevano 600 euro in contanti, che gli inquirenti considerano provento dell'attività di spaccio, e del materiale per tagliare e confezionare le dosi. L'accusa a carico dei due coniugi è di detenzione di sostanze stupefacenti a fine di spaccio: sono stati rinchiusi nel carcere di via Prati Nuovi a Voghera. Una terza persona, B.R., 40 anni, incensurato è stato denunciato a piede libero per detenzione di stupefacenti a fine di spaccio, in concorso con gli altri due. Gli agenti sono arrivati a loro in base ad alcune segnalazioni, secondo cui lo spaccio e il consumo di eroina in città non erano del tutto spariti: da qui la decisione di seguire alcuni tossicodipendenti locali per scoprire dove andavano a rifornirsi. In breve gli agenti hanno localizzato l'abitazione dei due coniugi e l'hanno tenuta d'occhio: fino alla decisione di intervenire, venerdi sera. Erano molti mesi che a Voghera non veniva sequestrata una quantità significativa di eroina: al massimo si trattava di una o due dosi per uso personale. Alle forze di polizia risultava che consumatori e spacciatori fossero per lo più nei centri vicini, mentre a Voghera città era la cocaina a farla da protagonista. Ora il quadro è cambiato? «No - afferma il commissario Zampiero - Ma il sequestro ci fa capire che non c'è solo la cocaina. L'eroina resiste e non bisogna abbassare la guardia».

Paolo Fizzarotti