La morale di Don Cervio

ALBONESE.Ieri mattina alle spalle del municipio si è presentato anche il parroco, don Francesco Cervio.
Sacchetto del pane e una piccola tanica bianca di plastica in mano, il sacerdote è intervenuto nel caso della mancanza di acqua potabile nelle case dei suoi concittadini.
Con una profonda riflessione e un invito in dialetto, nel suo stile molto schietto e immediato. «Purtroppo questi disagi ci sono, ma ritengo che in un certo modo possano far riflettere, al di là dei fastidi quotidiani - ha spiegato il parroco di fronte al serbatoio dell'Asm Vigevano -. Ormai noi viviamo in un mondo fatto di comodità, e inconvenienti come quello che si è verificato in paese ci devono far riflettere su quanto siamo fortunati: non dobbiamo sprecare quanto abbiamo sotto mano tutti i giorni. Pensiamo, per esempio, che nel Meridione d'Italia l'acqua è un bene prezioso».
Don Cervio è noto per la sua franchezza con cui si rivolge ai fedeli di Albonese e di tutta la diocesi di Vigevano: ieri mattina ha lanciato un invito ai suoi concittadini.
«Mi rivolgo a loro in dialetto perché capiscano meglio: Burbutùma, ma lumintùmas no - ha affermato - Che tradotto suona cosi: Brontoliamo ma non lamentiamoci. Le comodità costano, ma quando vengono a mancare si comprende meglio la loro importanza».