Oggi cine e teatri in sciopero

PAVIA. «L'attacco allo spettacolo e al fondamentale diritto alla cultura dei cittadini ha raggiunto in questi giorni livelli mai toccati prima. La Finanziaria 2006 prevede un taglio del 40% di tutte le risorse pubbliche per lo spettacolo, tra decurtazione del Fondo unico (dai già insufficienti 464 a 300 milioni di euro), eliminazione delle quote Lotto destinate al settore e minori trasferimenti agli enti locali.
Tutto ciò è aggravato da pesanti ritardi normativi che rischiano di determinare il blocco delle attività cinematografiche e la paralisi totale dello spettacolo dal vivo dal prossimo 1º gennaio»: parla Fiorenzo Grassi, direttore artistico del Fraschini e presidente dell'Agis Lombardia. Ieri mattima a Milano la sede dell'Agis ha ospitato l'assemblea regionale dei lavoratori dello spettacolo. Fianco a fianco attori, rappresentanti dei teatri, maestranze. Tutti insieme per opporsi ai tagli decretati dalla Finanziaria, anticipando la manifestazione nazionale che oggi pomeriggio si terrà a Roma. «Un'operazione di queste dimensioni, nella situazione già estremamente precaria di tutto lo spettacolo dovuta alle politiche fin qui adottate, provocherà una drastica riduzione dell'offerta di eventi al pubblico e metterà in serio pericolo l'esistenza di circa 5 mila aziende e il posto di lavoro di oltre 60 mila addetti, dei 200 mila che il settore complessivamente occupa - aggiunge Grassi -. Primo atto di questa battaglia per garantire ai cittadini il diritto alla cultura, e alla cultura il diritto di cittadinanza in Italia, sarà la chiusura delle attività da parte delle imprese e lo sciopero generale dei lavoratori dello spettacolo».
Presente alla manifestazione milanese anche il presidente del Fraschini Antonio Sacchi: «Sono convinto che se chiuderanno i teatri e cinema non ci sarà più niente da fare in città. Soprattutto nelle piccole e medie città italiane. Se questa Finanziaria passerà, cosi come è stata proposta, il danno per il settore delle attività e dei servizi culturali sarà incalcolabile - ha detto -. Sarà un doppio taglio: diretto, attraverso il prosciugamento del FUS (Fondo Unico dello Spettacolo) e indiretto, attraverso la riduzione drastica dei trasferimenti agli enti locali. Fortemente penalizzata sarà la produzione, con severe conseguenze anche sull'occupazione in generale. E' compito della politica svolgere anche una funzione civica: la cultura è un bene comune da tutelare e valorizzare. Il Fraschini è in controtendenza rispetto alla situazione nazionale: ha costruito un solido rapporto di fidelizzazione con gli spettatori, grazie anche al sostegno di soggetti privati. La ricaduta degli effetti della Finanziaria sugli enti locali metterebbe a rischio la programmazione artistica, la vita stessa del teatro. E' importante ribadire che la cultura è un servizio alla collettività e a ciascun cittadino ed è anche una risorsa economica. Più cultura e meno reality show: per un paese serio, capace di divertirsi con gusto».