Lettere, stop alle lezioni

PAVIA. «Il disegno di legge del governo relativo alla riforma dello stato giuridico dei docenti e le restrizioni imposte con la legge finanziaria 2006 sono atti iniqui, contradditori e incongruenti che colpiscono pesantemente il sistema universitario». Con questa motivazione sono state sospese ieri molte lezioni alla facoltà di Lettere e Filosofia e i contenuti della riforma e dei provvedimenti governativi sono stati discussi nell'assemblea, ieri mattina nell'aula L1 al San Tommaso. Hanno partecipato docenti e studenti. La sospensione delle lezioni ha riguardato anche Scienze Politiche.
L'assemblea di ieri alla facoltà di Lettere e Filosofia era stata proposta a lavoratori e studenti con un comunicato-appello firmato dai professori Paolo Ramat, Gianni Francioni, Giuseppe Invernizzi, Clelia Mora, Gianguido Manzelli, Renzo Cremante, Diego Lanza, Anna Giacalone Ramat, Lia Guerra e Mario Vegetti.
«Cari colleghi, assegnisti, dottorandi e rappresentanti degli studenti - diceva l'appello - anche in riferimento all'email inviata martedi dal Coordinamento nazionale associazioni e organizzazioni sindacali della docenza universitaria (Adrat/Cnu e Cgil), in cui si invitano i colleghi a prendere iniziative volte a denunciare le manchevolezze procedurali e la povertà di contenuti del ddl Moratti recentemente fatto passare in Senato, a nostra volta, consapevoli della gravità del momento per il futuro dell'Università, parallelamente a quanto avviene in molti altri atenei, invitiamo tutti i colleghi della facoltà di Lettere e Filosofia a sospendere le attività didattiche di giovedi 13 ottobre e dedicare la giornata a momenti di riflessione e discussione sulla suddetta legge Moratti». L'assemblea ha discusso animatamente e condiviso in toto le ragioni della protesta, invitando a non abbassare la guardia. Le lezioni saranno recuperate dai singoli docenti in accordo con gli studenti.
Dopo l'assemblea di lunedi, Giovanni Cordini, Piero Milani e Franco Musso avevano diramato martedi una presa di posizione a sostegno della protesta. «Lunedi - diceva il comunicato - presso la facoltà di Scienze Politiche, nell'ambito delle iniziative di informazione e di discussione indette a livello nazionale per la settimana dal 10 al 14 ottobre, si è svolto un incontro tra i rappresentanti del Coordinamento delle associazioni e dei sindacati della docenza e universitari pavesi. E' stata fornita un'ampia informativa sui negativi effetti che potranno derivare dall'applicazione del disegno di legge del governo relativo alla riforma dello stato giuridico dei docenti e dalle restrizioni imposte alle Università con la legge finanziaria per l'anno 2006. All'intervento dei rappresentanti locali e nazionali delle associazioni e del sindacati della docenza ha fatto seguito un animato dibattito. L'assemblea, prioritariamente, ha ritenuto assurdo dare avvio a una riforma dichiaratamente 'a costo zero", in assenza di un organico disegno strategico per il rilancio delle Università e lo sviluppo della ricerca universitaria, vanificando cosi le stesse ipotesi di revisione dei concorsi, di riavvio del reclutamento e di mobilità tra le fasce docenti, fumosamente e del tutto virtualmente prospettate dal legislatore. Alla fine dell'incontro è stato dato mandato ai promotori dell'assemblea di chiedere alle autorità accademiche di non far mancare l'ateneo pavese alla larghissima e concordante presa di posizione delle Università».