Il virus killer in Turchia, l'Europa ha paura
ROMA. Adesso la conferma è ufficiale. L'influenza aviaria che ha colpito la Turchia è dovuta all'H5N1, il peggiore tra i virus che colpiscono uccelli e pollame, lo stesso virus che ha già ucciso 60 persone nel Sud est asiatico. Ad annunciare gli esiti degli esami di laboratorio è stata ieri la Commissione europea. Le autorità di Bruxelles hanno confermato il blocco delle importazioni dalla Turchia e altre misure saranno decise nelle prossime ore.
Ma notizie negative sono in arrivo anche dalla Romania dove la scorsa settimana c'è stata una moria di anatre. Ad ucciderle, dicono i primi test compiuti in Gran Bretagna, è senz'altro un virus del genere H5 ma per sapere se si tratta del tipo N1, bisognerà attendere altre analisi.
La confermata presenza del virus aviario H5N1 da parte del governo di Ankara ha scatenato un'autentica psicosi nella popolazione turca. Nelle farmacie del paese ieri è scattata una vera e propria corsa all'acquisto del Tamiflu, il farmaco antivirale della Roche che potrebbe essere utilizzato, nonostante i molti dubbi sulla sua effettiva efficacia, nel trattamento di un'eventuale pandemia.
In poche ore gli scaffali sono stati ripuliti e nonostante il tentativo delle autorità turche di lanciare messaggi tranquillizzati, si calcola siano state vendute 28 mila confezioni del farmaco.
Il virus isolato in Turchia, d'altra parte, «è altamente patogeno». A ribadirlo è stato anche il commissario europeo per la sicurezza alimentare e la tutela dei consumatori Markos Kyprianou. «E'stata dimostrata una diretta parentela con i virus trovati di recente in Russia, Cina e Mongolia», ha dichiarato Kyprianou aggiungendo di temere che lo stesso responso arrivi, forse già entro oggi, per la Romania.
In attesa che la verità sia accertata, anche i confini del paese dell'est europeo resteranno comunque chiusi, per almeno sei mesi, alle esportazioni di carni bianche, volativi vivi e loro derivati. Lo ha deciso ieri pomeriggio il Comitato che riunisce i capi veterinari dell'Unione.
Ma nuove misure, soprattutto sotto il profilo della tutela della salute umana, potranno essere prese la prossima settimana a Londra quando i ministri della sanità della Ue e i rappresentanti dell'Organizzazione mondiale della Sanità si riuniranno per rendere omogenei gli interventi di prevenzione.
I vertici dell'Oms ancora ieri hanno ribadito la loro convinzione. Sono certi che sul pianeta a breve si scatenerà una pandemia di influenza aviaria e che il migliore candidato sia il ceppo che si sta avvicinando ai nostri confini. «E' solo una questione di tempo», ha detto il direttore dell'Oms Lee Jong-Wook pur precisando che il virus in questione non si trasmette ancora da uomo a uomo ma soltanto da uccelli malati all'uomo. Tra le raccomandazioni agli Stati, dunque, rimane valida quella che prevede l'accumulo di adeguate scorte nazionali di farmaci antivirali. Farmaci come appunto il Tamiflu che da qualche settimana vanno a ruba anche nelle capitali occidentali.
L'allarme viene ad esempio dalla Germania dove la federazione dei farmacisti tedeschi denuncia che nel solo mese di agosto sono state vendute 79.000 confezioni di anti influenzali contro le 900 del medesimo periodo dell'anno precedente.
Le autorità sanitarie della Ue, al contrario, per ora invitano i medici a incrementare i piani stagionali di vaccinazione antinfluenzale per le categorie di popolazione a rischio. I vaccini tradizionali non sono mirati sul virus dei polli e non hanno nulla a che vedere con il virus che ancora non c'è, quello che mutando potrebbe passare da uomo a uomo. Ma secondo gli esperti rappresentano pur sempre una prima difesa. Intanto i servizi veterinari in Italia sarebbero pronti a una vaccinazione di massa negli allevamenti per prevenire l'influenza aviaria.