Controlli nelle mense: «Annullate la gara»

PAVIA. Dopo quello per il centro sportivo, un altro appalto comunale nella bufera. Questa volta si tratta di una gara di valore economico decisamente inferiore rispetto ai quattro milioni di euro del progetto di via Acerbi (circa 90mila euro per tre anni), ma per un argomento e un'attività non meno importante: la salute dei nostri bambini. Ieri, infatti, è stato assegnato (comunque in via provvisoria) l'incarico per il «Controllo di conformità del servizio di ristorazione scolastica affidato a terzi». Insomma, «quelli» che devono verificare la qualità dei pasti, delle derrate, l'igiene della mensa, il funzionamento del servizio del centro di cottura gestito per i prossimi dieci anni dalla società Serenissima Srl. Ha vinto la ditta «Aristos» di Legnano, che già aveva operato a Pavia nel 1997, battendo la «QTre» e la «Conal». Proprio quest'ultima, società uscente, intenderebbe presentare un ricorso al Tar.
Appena comunicato il risultato della gara (alla commissione di aggiudicazione partecipavano i dirigenti comunali Ivana Dello Iacono, Donato Scova e la presidente Daniela Diani), l'avvocato Enrico Missaglia, per conto della Conal, ha inviato una lettere raccomandata al Comune di Pavia chiedendo che «in sede di autotutela» si voglia «annullare il provvedimento di ammissione alla gara della Aristos srl e dello Studio Associato QTre». Naturalmente, il legale sottolinea di «avanzare ogni riserva di azione in sede giudiziale anche in relazione ad eventuali vizi nell'espletamento dell'incanto» (corsivo nostro). Quest'ultimo accenno è riferito ad una circostanza relativa all'apertura delle buste con le offerte: secondo Corrado Giannone, responsabile della Conal, sarebbero stati prima verificati i requisiti per l'ammissione alla gara, poi le offerte economiche contestualmente a quelle tecniche. Secondo la Conal, la procedura prevederebbe, invece, prima la verifica delle offerte tecniche, poi l'apertura delle buste con l'offerta tecnica, «cosi da non influire sulla valutazione delle offerte tecniche». Un aspetto tutto da verificare. Il vero problema, invece, starebbe nella realizzazione del capitolato da parte degli uffici comunali. In buona sostanza, l'Aristos e la QTre non avrebbero, pur trattandosi di aziende che operano regolarmente sul mercato, tutti i requisiti necessari per partecipare alla gara: «Il decreto legge - scrive l'avvocato della Conal - prevede che i controlli siano affidati a soggetti esterni e che questi debbano essere iscritti in elenchi predisposti dalle Regioni e dalle Province autonome». La Regione Lombardia, dal canto suo, «ha istituito il registro dei laboratori autorizzati e stabilito espressamente che i laboratori non iscritti al registro regionale non possono effettuare le analisi ai fini dell'autocontrollo previsto dalla legge». Dunque, secondo Conal, i controllo previsti dal capitolato del Comune «non possono essere espletati né dalla Aristos né dallo Studio Associato QTre che non sono iscritti in tale registro regionale, a quanto mi riferisce la Conal, proprio perché non dispongono di laboratori d'analisi accreditati che operino con metodiche validate dal Sistema Nazionale per l'accreditamento dei Laboratori». La commissione, però, avrebbe rilevato questo aspetto, verificando che l'Aristos, società che ha vinto, non possiede suoi laboratori, ma è regolarmente convenzionata con strutture accreditate in Regione. Secondo Conal, invece, «la disponibilità di un laboratorio abilitato all'esecuzione delle analisi alimentari nel quale il concorrente operi con il proprio personale qualificato (articolo 15 del capitolato) è precondizione per la partecipazione ad una gara che ha essenzialmente lo scopo di demandare i controlli ad organismi abilitati e ciò a tutela della salute della comunità». Resta il fatto che Aristos ha presentato tutte le certificazioni necessarie, secondo la commissione, con un'offerta economica decisamente vincente rispetto a quella della Conal. Insomma, tesi diverse sulla gara. Resta da verificare se la Conal, alla fine, ricorrerà davvero al Tribunale amministrativo regionale.