«La Lega chiarisca la sua posizione»

MORTARA.Il coordinamento dell'Ulivo chiede un chiarimento sulla posizione della Lega Nord in merito ai cantieri: qual è l'esatta posizione del Carroccio mortarese, dopo le dichiarazioni fortemente critiche di alcuni suoi esponenti tra cui il segretario Fabio Farina? Se lo chiede il coordinatore Gilberto Guzzi, ed è d'accordo con lui anche il capogruppo di Rifondazione, Giuseppe Abbà, all'indomani del consiglio comunale in cui la maggioranza ha respinto la mozione in cui si chiedeva di attivare le procedure per far partire un referendum sui lavori in città. «'Contrordine....Padani!", potrebbe essere in sintesi dell'intervento dell'assessore leghista Luigi Ferrari Bardile - commenta Guzzi - nel corso del consiglio durante il quale l'esponente leghista si è prodigato in una lunga e appassionata difesa di tutti i lavori fatti sino ad ora, senza neppure un minimo dubbio, senza l'ombra di un minimo di oggettività: i lavori? Ottimi; i disagi? Inesistenti, al massimo trascurabili e comunque necessari per dare lustro alla città; i milioni di euro di debiti (fino al 2026) necessari per 'cotanta meraviglia"? Bazzecole, cosa volete che siano per le casse comunali traboccanti di denaro; le proteste dei cittadini? Ma quando mai, sono tutti felici e contenti». Il tutto, continua Guzzi, senza che il segretario Farina aprisse bocca per ribadire le critiche più volte espresse. «Siamo in una situazione kafkiana - spiega Abbà - non solo alcuni esponenti della Lega, ma anche alcuni di Forza Italia avevano ribadito le proprie posizioni critiche sui cantieri. Poi, in consiglio comunale, hanno votato compatti contro la nostra mozione. Non pretendevamo che votassero a favore, ma almeno che emergessero in questa sede i distinguo che più volte sono stati fatti sulle pagine dei giornali. Invece - continua Abbà - con l'intervento di strenua difesa operato da Ferrari Bardile la posizione della maggioranza si è rivelata per quella che è: un'evidente contraddizione, una mancanza di coerenza rispetto ad affermazioni fatte non solo in privato, ma anche sui giornali. La richiesta di referendum si poteva discutere, si poteva pensare di porre uno stop ad alcune cose. Invece è stata bocciata, anche con i voti della Lega».
Simona Marchetti