Maroni: «La riforma Tfr passa cosi o non passa»
MILANO.Il ministro del lavoro, Roberto Maroni, lancia un avvertimento al governo: «La riforma del Tfr (trattamento di fine rapporto) passa cosi com'è o non passa». «E' un testo equilibrato, che tiene conto delle richieste delle parti sociali, non è un regalo a nessuno». Lo stesso ministro prevede che il prossimo consiglio dei ministri, che dovrà affrontare per la seconda volta la questione, «sarà molto vivace». In effetti sul governo pesano le pressioni delle compagnie assicurative che chiedono modifiche al testo preparato dal ministro. Però, almeno a parole, Maroni non si lascia intimidire. «Se non passa la riforma valuterò il da farsi», spiega. Come dire che è pronto alle dimissioni?
Maroni adesso si rivolge direttamente a Berlusconi. «Il premier - dice - ha ora la grande opportunità di dimostrare che l'accusa che gli viene rivolta dalla sinistra, cioè l'accusa di fare leggi ad personam o nel proprio interesse, è infondata». «Il testo della riforma - prosegue il ministro - va contro gli interessi di Berlusconi che è azionista di una compagnia di assicurazioni (la Mediolanum). Spero che il premier voglia cogliere questa grande occasione». E Maroni punta il dito anche contro la 'lobby assicurativa" che avrebbe sponde importanti all'interno del governo.
«Bisogna fare in fretta - dice il segretario della Cisl, Pezzotta - perchè affossare la riforma sarebbe incomprensibile, vorrebbe dire condannare una larga parte dei lavoratori a un sistema pensionistico tremendo». I tempi per approvare la riforma, comunque, sono strettissimi. Le commissioni Lavoro della Camera e del Senato hanno 30 giorni di tempo per esprimere il loro parere. Ma ci sono ancora troppe differenze nella maggioranza, differenze fra chi appoggia le 'raccomandazioni" di Palazzo Chigi (vedi FI e Udc) e chi appoggia il piano Maroni. (g.f.)