Corsa all'acquisto di azioni Parmalat
MILANO. Clamoroso in Piazza Affari. Chi ha comprato, in un giorno, oltre 281 milioni di azioni Parmalat? Ieri al debutto in Borsa della nuova società gli scambi sono letteralmente impazziti. Nella prima ora di contrattazioni sono passate di mano 100 milioni di azioni. Poi il ritmo è leggermente sceso, ma in complesso è stato scambiato il 17,6% del capitale. Un rastrellamento di queste proporzioni non si era mai visto. Chi è stato a fare incetta?
In apertura le prime azioni sono state scambiate a 3,15 euro, in forte rialzo rispetto alle quotazioni del 'mercato grigio" di Londra dove, nei giorni scorsi, Parmalat era scambiata a 2,35.
Dunque, chi ha comprato sul mercato inglese ha fatto un bel guadagno nei giro di pochi giorni. E hanno guadagnato anche i fondi speculativi, in America li chiamano 'fondi avvoltoio" che nei mesi scorsi hanno comprato i bond a prezzi stracciati dai risparmiatori rimasti scottati dal crac.
Adesso hanno convertito i bond in azioni e, nel primo giorno utile, hanno portato a casa il bottino. Le azioni sono state scambiate al ritmo di 600 mila al minuto, vuole dire 10 mila azioni passate di mano ogni secondo.
Quanto vale Parmalat.Al prezzo ufficiale di 3,06 euro per azione, Parmalat vale 4,9 miliardi di euro. Una cifra molto alta, se si pensa che nel settembre 2003 (quando ancora non c'erano avvisaglie sul futurio tracollo e non si sapeva che a bilancio era iscritta una liquidità inesistente) la società di Tanzi valeva 2,2 miliardi. Ma come si arriva alla cifra record di 4,9 miliardi? Secondo una stima di Lehman Brothers, l'attività industriale di Parmalat vale 2,6 miliardi ma a questa cifra si devono aggiungere i denari che arriveranno dai risarcimenti che Bondi ha chiesto alle banche. Gli istituti di credito, per il commissario straordinario e per la magistratura, sono ritenuti responsabili al pari di Tanzi perchè avrebbero saputo delle difficoltà dell'azienda ma avrebbero taciuto la notizia ai mercati. Comunque, Bondi chiede alle banche 50 miliardi di euro. «Se anche arrivasse a incassare il 5% - dicono in Borsa - porterebbe in cassa 2,5 miliardi che, sommati al valore industriale dell'azienda, fanno circa i 4,9 miliardi di capitalizzazione». Difficile dire se andrà cosi, perchè anche ieri contro una richiesta di 1,6 miliardi, è intervenuto il Montepaschi di Siena. «Le richieste di Parmalat sono completamente infondate», dice un comunicato di Mps. «Le valutazioni attuali sono stellari - dice un analista - perchè non c'è fiducia sul rientro dei crediti. E' difficile valutare Parmalat. Comunque, a vendere sono soprattutto gli investitori che avevano i bond e ora vendono le azioni appena gliele consegnano».
E chi compra?Per il Financial Times a comprare sono soprattuto le banche che hanno già il 17% del capitale. Comprano perchè chi si aggiudicherà le quote maggiori potrà influenzare il consiglio d'amministrazione e quindi anche la direzione che verrà impartita nella gestione del gruppo. Come dire che, se le banche prenderanno il potere, le azioni risarcitorie nei loro confronti proseguiranno, ma con meno impegno. Per contro, chi vuole che i risarcimenti continuino sono i fondi di investimento che avrebbero acquistato altre azioni per poi sedersi nel cda e incitare ancora di più la società a proseguire l'azione contro le banche.
Granarolo.La società emiliana, specializzata nella vendita di latte fresco, non sta a guardare. Avrebbe stretto un accordo con Banca Intesa per acquistare Parmalat (da sola Granarolo non ha i mezzi sufficienti). C'è allo studio un'Opas (offerta pubblica di acquisto e scambio). Agli azionisti Parmalat verrebbe offerto, per ogni azione, 1 euro in contanti e 1 azione della nuova società (ora controllata da Granarolo). «Con Granarolo nascerebbe un polo di dimensioni europee», dice Corrado Passera, amministratore delegato di Intesa.
C'è attesa per la riapertura di questa mattina, ma intanto si alza la voce di un vecchio azionista: «Nessuno dice che abbiamo perso tutto. Le nostre vecchie azioni Parmalat sono state annullate. Nessuno si ricorda di noi». E' vero. E allora bisogna ricordare che molte banche straniere, ancora ai primi di dicembre 2003, valutavano la Parmalat di Tanzi a 3 euro pr azione. Soltanto due settimane dopo, il 19 dicembre, i titoli erano scesi a 11 centesimi. Poi erano stati sospesi.