«Rigoletto» alza il sipario
PAVIA. Con 'Rigoletto", uno dei titoli più famosi dell'Ottocento musicale italiano, si apre questa sera alle 20.30 (con replica domenica pomeriggio) la stagione lirica del Fraschini. L'occasione è ghiotta anche perchè si tratta di un nuovo allestimento, coprodotto dal Fraschini e dai teatri del Circuito Lirico Lombardo, realizzato nel nostro teatro e al quale le maestranze pavesi hanno dato un apporto fondamerntale.
Verdi, acclamato uomo di teatro, giocò d'azzardo quando nel 1851 compose «Rigoletto»: sfidò la censura per temi e personaggi, diede uno scossone alle abitudini del pubblico nelle forme musicali, trasgredi il bon ton estetico proponendo un cozzo di sentimenti sublimi e sordide situazioni. Giocò d'azzardo ma colse in pieno il suo obiettivo: fare effetto. Alle Fenice di Venezia il 20 febbraio 1851 la stagione lirica di carnevale si apre dunque su un'opera che sarà destinata alle più differenti fortune teatrali, dalla Scala a Poggibonsi, dai teatri di burattini agli organetti di Barberia, senza contare che all'epoca dei 78 giri il mercato discografico ne avrebbe fatto uno dei suoi «greatest hits». Ma un secolo e mezzo di successi non sono riusciti a scalfire nella sua potenza un melodramma che anche oggi, a ogni rappresentazione, lascia gli spettatori sempre emozionati e stupiti.
La storia è nota: Rigoletto riceve la maledizione di Monterone la cui figlia è stata disonorata dal Duca. I cortigiani, credendola sua amante, rapiscono Gilda, figlia di Rigoletto, coinvolgendo il buffone nel ratto attraverso uno stratagemma. La giovane viene portata a palazzo, viene sedotta dal Duca e Rigoletto si ribella scagliando un'aspra invettiva contro i crudeli cortigiani, promettendo di vendicarsi. Assolda Sparafucile che, avvalendosi della sorella Maddalena, attira il Duca alla taverna. Però Maddalena si invaghisce del Duca e chiede al fratello di non ucciderlo: al suo posto verrà ucciso il primo viandante. Gilda, di nascosto, ha sentito tutto e decide di sacrificarsi travestendosi e ricevendo i colpi mortali al suo ingresso alla taverna. Sparafucile consegna a Rigoletto il sacco con il corpo che crede del Duca. Il buffone sta per gettare nel Mincio il fardello quando, in lontananza, sente la voce del Duca intonare una canzone. Apre allora il sacco e scopre, con terrore, la figlia morente. «Ah, la maledizione!» urla, accasciandosi al suolo.