Casorate, Comune sotto accusa
CASORATE. «Il consiglio di istituto ha sempre evidenziato all'amministrazione, come priorità, la carenza di spazi presso le nostre scuole di ogni ordine e grado: mensa, aule, laboratori, biblioteca. Alla richiesta un incontro, il Comune non ha nemmeno risposto». E' scontro aperto fra la scuola e la giunta, sul caso dell'aula-baracca alle elementari. Il consiglio di istituto (che comprende insegnanti, genitori, commessi e rappresentanti di classe) interviene nella vicenda, ribadendo che il Comune sapeva. Era a conoscenza delle carenze. E le soluzioni discutubili prese sono solo sue.
«Nel consiglio di istituto del giugno scorso - dicono in una nota i rappresentanti del consiglio di istituto - l'assessore Franco Rotundo, interpellato sulle future iniziative dell'amministrazione, aveva risposto con un generico 'stato di valutazione da parte degli uffici competenti". A ciò null'altro è seguito». Un mese prima, in una lettera, era stata chiesta un'assemblea aperta per parlare dei tanti problemi degli edifici scolastici di Casorate.
«A tale richiesta non è seguita neppure una risposta di diniego» svelano i rappresentanti del consiglio. «Il montaggio del modulo prefabbricato nel cortile delle scuole - giurano i componenti del consiglio di istituto - ha suscitato perplessità per primi nei dirigenti scolastici e nel consiglio di istituto. Che solo il 22 settembre veniva investito della responsabilità di accettare o meno tale soluzione al problema del sovraffollamento». Altro che decisione presa dalla dirigenza scolastica. Anzi, il consiglio aveva anche chiesto delucidazioni in merito al rispetto della normativa vigente in materia di sicurezza (la famosa legge 626), considerando comunque la soluzione «come temporanea».
Oltre a questo «gli elenchi degli alunni della scuola dell'obbligo vengono forniti all'amministrazione entro il mese di dicembre dell'anno precedente: analizzando il dato numerico e considerando che gli spazi disponibili non erano mutati rispetto all'anno precedente, era possibile riscontrarne l'insufficienza». «Un'alternativa alla soluzione adottata - precisa ancora l'organo di genitori e insegnanti - poteva essere lo spostamento dell'unico laboratorio, cioè l'aula di informatica. Cosa comunque che andava verificata prima dell'inizio dell'anno scolastico». E non basta.
«Resta solo da aggiungere - dice ancora la nota del consiglio di istituto - che fino al 30 settembre l'impianto di climatizzazione del 'modulo aggiuntivo" non era ancora completo, a differenza di quanto sostenuto da Rotundo».
In altre parole, per farla breve, secondo i rappresentati di genitori e insegnanti il Comune sapeva prima, è intervenuto dopo e ha pure optato pure per la soluzione peggiore.
«Forse - conclude il comunicato - come citato nella recente lettera scritta dal nostro dirigente scolastico all'amministrazione 'si è partiti insieme e ci si è persi per strada. E soprattutto è mancato l'anelli di congiunzione: la decisione comune e condivisa"».
Il consiglio di istituto, nononstante tutto, chiede ora di «dare un taglio alle polemiche e cominciare a lavorare». Appello accolto al volo dall'amministrazione. Tanto che già ieri le due parti si sono ritrovate per un primo faccia a faccia.