Caso Gallini: i guai della Regione hanno fatto slittare il vertice decisivo

VOGHERA. Ci mancava anche la mezza crisi aperta in Regione: slitta il vertice che ieri mattina doveva decidere quanto del patrimonio di Carlo Gallini dovrà andare alla scuola agraria, restano i dubbi sulla destinazione finale dei 30 milioni di euro che l'Ersaf dovrebbe ricavare dalla vendita del lascito ereditato dall'ingegnere vogherese. Con la crisi in Regione, la vicenda Gallini resta in bilico: i protagonisti non parlano, ma le indiscrezioni fioccano. Con il preside Luigi Toscani a chiedere finalmente un restauro organico della scuola, la Provincia a battere cassa in Regione, la Regione imbarazzata a distribuire 30 milioni di euro tra Pavia, Mantova e Brescia.
La vicenda, complessa di suo, è stata in qualche modo 'congelata" dalla crisi che si è aperta in Regione dopo che la Lega non ha votato le variazioni di bilncio formalizzando la lire con Forza Italia. Non si sa bene se ci sarà un rimasto e quindi chi sarà l'assessore regionale di riferimento, vil presidente dell'Ersaf Francesco Mapelli, l'assessore provinciale all'agricoltura Ruggero Invernizzi e il preside dell'istituto Gallini Luigi Toscani, cosi, ieri mattina sono rimasti a casa invece di trovarsi al Pirellone. Tutti insieme dovevano chiedere se la Regione, a cui l'Ersaf fa riferimento, è intenzionata ad utilizzare parte dei fondi che ricaverà dalla vendita del patrimonio Gallini (30 milioni di euro in tutto) per restaurare l'istituto Gallini. Considerato che il vertice è saltato, i protagonisti non parlano. Fioccano, in compenso, le indiscrezioni. Per rimettere in sesto la scuola, la Provincia avrebbe calcolato una cifra non lontana dai due milioni di euro. Soldi che potrebbero uscire dalla somma totale di trenta milioni che si dovrebbero ricavare dalla vendita del patrimonio. Il condizionale è d'obbligo, visto che l'asta si è svolta, ma i singoli lotti non sono ancora stati assegnati. E soprattutto nessuno in Regione avrebbe ancora deciso come distribuire tra i diversi rami lombardi dell'Ersaf il ricavato. Dieci milioni di euro (quindi un terzo del totale) dovrebbero essere investiti nel potenziamento dell'azienda sperimentale di Riccagioia, a Montebello. Il resto, a statuto Ersaf, può essere investito in diverse realtà lombarde. Per finanziare ricerche nel campo dell'enologia, del settore lattiero-caseario, forestale. Si fanno anche dei nomi:
14 milioni di euro, sempre secondo indiscrezioni tutte da confermare, finanzierebbero un progetto zootecnico a Gazzo Bigarello, in provincia di Mantova. Altri fondi finazierebbero un piano legato alla tutela delle foreste lombarde. E la scuola agraria di Voghera? Al momento, pur avendo affrontato il caso in giunta, la Provincia non ha ancora formalizzato la convenzione che permetterebbea piazza Italia (esattamente come accade per tutte le altre superiori) di occuparsi della manutenzione ordinaria e straordinaria. La firma è vicina, ma la Provincia 'gradirebbe" un sostegno dalla Regione. Che potrebbe arrivare dalla vendita del patrimonio da cui deriva la stessa scuola. Nessuno, però, ha ancora parlato dell'enoteca di Cassino. Progetto regionale che potrebbe essere finanziato con i fondi Gallini del quale, però, al momento nessuno parla. E se ancora una volta il progetto dovesse slittare? Tra Milano e Pavia a mantenere la calma resta il fatto che il progetto di enoteca lombarda (già pronto dopo uno studio commissionato dalla fondazione Bussolera) potrebbe essere finanziato anche dal settore cultura del Pirellone. Crisi permettendo, ovviamente.