La tragedia del Darfur vista da Barbara Contini
VOGHERA. Il Lions Voghera ha organizzato lunedi sera un importante incontro con un personaggio di primo piano della scena poltica internazionale ovvero l'inviato speciale del Ministero degli Esteri Barbara Contini, nota per essere stata già governatore in Iraq.
E' stato l'incontro con Barbara Contini, già governatore di Nassiriya e attualmente inviato speciale del Ministero degli esteri in Darfur, il primo appuntamento per l'anno sociale 2005-2006 organizzato dal Lions Club di Voghera «La collegiata» e svoltosi al Club House del Golf, lunedi pomeriggio. Il tema dell'incontro è stato appunto «La crisi umanitaria del Darfur e la mediazione italiana», tema che Barbara Contini ha affrontato prima presentando una serie di immagini sulla drammatica condizione di quella zona - un'area ad ovest del Sudan grande come la Francia - poi descrivendo il lavoro che il gruppo di italiani da lei guidato svolge quotidianamente in quella parte del Sudan. Barbara Contini, nonostante la giovane età - poco più di quaranta anni - può vantare una grande esperienza internazionale. Dopo la laurea in lingue orientali e in scienze politiche, ha lavorato a Tokio per conto dell'Onu, poi in Iraq e oggi è impegnata ad affrontare la difficile situazione nel Darfur. Situazione in cui si scontrano tre eserciti ‘ribelli' che danno vita ad una spietata guerra civile. Villaggi bruciati, stragi di uomini, donne e bambini, concentrazione nei campi profughi da parte dei superstiti, terreni incolti da anni. Questo perché in Sudan si combattono una popolazione filo araba e un'altra, quella del Darfur, che invece vuole fare riferimento soprattutto all'Africa. La religione è per tutti musulmana e cosi lo scontro è tra etnie.
Ci si aggiunga che in Darfur, cosi come altre parti del Sudan, vi sono giacimenti di petrolio, oro, ferro: di conseguenza sono già presenti in quel paese inviati delle principali multinazionali petrolifere. E questo non è un punto a vantaggio della pace. Barbara Contini ha sottolineato che «se la crisi di quelle zone proseguisse - e vi aggiungerei l'Eritrea, la Somalia, il Ciad - fra non molto si avranno ampie ondate immigratorie verso l'Europa».
Gli italiani, che lavorano a diretto contatto con le popolazioni, stanno realizzando venti progetti sopratutto di carattere idrico-sanitari. Secondo l'«inviata speciale» in Darfur occorre però fare molto di più per le popolazioni svantaggiate, essendo in gioco la sicurezza e la pace per tutti noi.
Un folto pubblico ha partecipato all'incontro e i lavori del meeting sono stati introdotti dalla presidente della ‘Collegiata', Evelina De Luigi, ed era presente Gabriele Centi, governatore distrettuale dei Lions Club, la massima autorità territoriale cui fanno i Lions vogheresi.