Viabilità, l'Aci contro la giunta


PAVIA. «Il problema della mobilità in città, come in tutta la regione, deve essere affidato a una politica che metta al centro l'uomo e i suoi bisogni. Occorre avere una visione globale: è il solo modo per risolvere i disagi creati dalla congestione dei veicoli, dal traffico e dai rallentamenti». E' questo il messaggio che il presidente dell'Aci, Angelo Dabusti, ha voluto dare nel corso di una conferenza stampa attorno al problema delle infrastrutture e mobilità in Lombardia, in occasione del centenario dell'associazione. All'incontro con la stampa erano presenti anche Mariarosaria Trama e l'architetto Roberto Fusari.
Quello della mobilità è un tema controverso e pieno di nodi da sciogliere. Ed è su questo argomento che l'Aci di Pavia avanza le sue proposte, mentre si prepara ad organizzare un convegno sulla questione all'autodromo di Monza per il prossimo 18 ottobre. «Non si può affrontare il problema come è stato fatto finora, con la stessa parzialità e mancanza di visione complessiva - ha dichiarato il presidente dell'Aci, Dabusti -. Nella prospettiva di favorire la mobilità in Lombardia occorre evidenziare le priorità, indicare le strategie praticabili e richiedere un impegno da parte delle amministrazioni a un percorso graduale che metta al centro l'uomo. I risultati della moderna società sono sotto gli occhi di tutti: ormai ogni famiglia possiede un'automobile e questo aggrava i fenomeni di congestione e inquinamento. Ma ci dobbiamo fare i conti. Non è possibile eliminare le esigenze dei cittadini.». La posizione dell'Aci è chiara: il problema della mobilità si risolve solo creando un piano articolato che sia condiviso da maggioranza e opposizione e supportato dai cittadini. «I politici si trovano a che fare col problema del tempo breve della legislatura - ha continuato Dabusti. - Per questo è necessario compiere delle azioni e delle opere che possono essere proseguite da chi verrà dopo. La questione va messa subito sul piano culturale, solo successivamente il problema è di tipo politico.» L'Aci, per questo motivo, sostiene corsi di formazioneche ruotano attorno al tema della mobilità e di una sua gestione sostenibile. L'architetto Fusari si è soffermato in particolare sulle valutazioni tecniche relative alla presenza di infrastrutture e reti stradali in Lombardia. «A livello provinciale e regionale sono state avanzate proposte per quello che riguarda l'accesso alla provincia di Milano da Pavia e viceversa, la costruzione di una rete stradale che consenta di evitare Milano per giungere ad altri capoluoghi e il collegamento tra Pavia e Oltrepo. Per quello che riguarda i centri urbani, l'accesso ad essi deve essere risolto con nuove forme di sosta, attraverso la messa a punto di interventi graduali e realizzabili.» Per Dabusti il problema dei centri urbani «non si risolve chiudendoli al traffico né con la politica delle targhe alterne. I politici devono fare il loro mestiere, non possono fare i tecnici. E' provato ad esempio che le targhe alterne non risolvono il problema dell'inquinamento, che va affrontato invece mettendo a disposizione dei cittadini servizi e mezzi alternativi di circolazione. L'Aci può dire molto su come dovrebbe essere vissuta questa città e i centri urbani. Solo la riqualificazione degli spazi stradali e pubblici può contribuire a risolvere il problema alla radice, senza l'ausilio di interventi che non riscuotono il sostegno dei cittadini».(m. f.)

Maria Fiore