Assalto al portavalori, ucciso un bandito

NOLA (Napoli). Il Far West in autostrada si è scatenato intorno alle 7 e 45 all'uscita sullo svincolo di Nola, sulla Caserta-Salerno. Almeno 5 malviventi, armati anche di una bomba a mano, hanno assaltato un portavalori della Securitas contenente mezzo milione di euro destinati ad istituti di credito. I vigilantes hanno reagito con prontezza e nella sparatoria è rimasto a terra uno dei banditi, Francesco Berriola di 36 anni, ucciso da un proiettile alla testa.
I complici se la sono data a gambe per le campagne e sono tutt'ora ricercati dalle forze dell'ordine che hanno scatenato una caccia all'uomo, fino a tarda ora senza esito. Scenario dell'assalto l'autostrada A30 Caserta-Salerno, percorsa dal portavalori che viaggiava in direzione dei comuni dell'Agro nolano ed aveva mezz'ora prima lasciato Napoli dove aveva caricato, pare da un supermercato, la somma di 550 mila euro. I banditi avevano pianificato l'assalto con l'utilizzo di un furgone Fiat Iveco e una Citroen Xara, entrambe risultate rubate. Non appena il portavalori ha imboccato l'uscita per Nola si è trovato la Citroen piazzata di traverso a bloccare la strada. Contemporaneamente è stato tamponato con violenza dal furgone. Dai due mezzi sono scesi quattro uomini che hanno intimato all'autista del portavalori di aprire il blindato, sotto la minaccia di sparare armi in pugno. Non hanno fatto i conti con l'immediata e istintiva reazione delle tre guardie giurate che hanno scaricato una gragnuola di proiettili uccidendo sul colpo uno dei rapinatori. Davanti al complice caduto i malviventi hanno fatto dietrofront e sono scappati tra le sterpaglie della campagna circostante. Sul posto sono intervenuti i carabinieri di Castello di Cisterna (Napoli), quelli della compagnia di Nola, della Scientifica e gli artificieri del comando di Napoli. A terra infatti gli investigatori hanno rinvenuto oltre ad una pistola calibro 9, anche una bomba a mano di tipo militare con cui i rapinatori si presume volessero forzare il blindato. Rinvenuto anche un disturbatore di frequenze che doveva impedire ai vigilantes di mettersi in contatto con le centrali di polizia. La vittima, Francesco Berriola, aveva numerosi precedenti per spaccio e rapina ed era residente nei Quartieri spagnoli di Napoli. Ed è proprio negli ambienti della malavita partenopea che gli investigatori stanno concentrando le indagini per stringere il cerchio sugli altri quattro complici che hanno abbandonato a piedi il luogo dell'assalto. Anche se è probabile che una terza macchina, parcheggiata nel centro di Nola, sia stata usata dai banditiper far perdere le proprie tracce dopo la rapina. Sul fatto di sangue si registra una nota del Savip (Sindacato autonomo vigilanza privata) che sottolinea l'addestramento mirato e la pronta reazione delle guardie giurate. Per il sindacato la rapidità con cui i vigilantes hanno affrontato i rapinatori «è probabile che sia frutto dell'esperienza, della preparazione, come della possibilità di disporre di affidabili sistemi d'allarme».