Max e Martin amici di penna

Fenomenologia di una vendetta realizzata per via epistolare, 'Destinatario sconosciuto" di Katherine Kressmann Taylor è costituito dalle lettere che due amici e soci in affari - Max, ebreo americano e Martin, tedesco - si spediscono in un arco di tempo che va dal 12 novembre 1932 al 3 marzo 1934 attraverso le quali ci si domanda in che modo il nazismo ha potuto cambiare la mente di molti tedeschi colti, intelligenti e sensibili fino a indurli a rinnegare l'amicizia che li aveva legati in passato a qualsiasi persona ebrea. Sposato e con vari figli, Martin è l'uomo d'azione, l'uomo smaliziato, l'uomo di mondo, l'uomo per cui nulla è da prendere sul personale: dotato di una straordinaria abilità negli affari, intreccia una relazione con Griselle ben sapendo che non durerà, torna a Monaco, compra una villa con trenta stanze, aderisce al partito nazional-socialista e fa una fin troppo brillante carriera politica. Il male che si procura precipitando è direttamente proporzionale all'altezza da cui cade. Max, scapolo malinconico, vive a San Francisco in un costante stato di preoccupazione per Griselle che fa l'attrice e si trova in Europa. Nasconde dietro una maschera sarcastica e sottilmente crudele insopportabili - e censurate - quantità di disperazione, rancore, rabbia, odio. Il rapporto epistolare fra Max e Martin entra in una crisi irreversibile dopo la dodicesima lettera. Il 'vecchio Max", contemplativo e apparentemente indifeso, si vendica del 'suo caro Martin" condannandolo a una morte certa, senza appello, senza vie di fuga. Paradosso vuole che Martin, involontariamente, si suicidi: saranno infatti le stesse idee di cui si fa entusiastico portavoce a rovinarlo, sarà la stessa serpe che ha covato in seno a strangolarlo.

DESTINATARIO SCONOSCIUTO di Katherine Kressmann Taylor con Massimiliano Lotti, Marco Pagani; regia di Gabriele Calindri 25 gennaio 2006).