E "Poppea" chiude il ciclo Monteverdi

L'incoronazione di Poppea" offre particolare interesse per il suo valore rappresentativo dei gusti e delle tendenze teatrali del Barocco. Al centro del dramma è l'amore di Nerone e Poppea, ostacolato dal risentimento dei loro legittimi consorti, intorno al quale avvengono intrighi e complicazioni, con intervento di altri personaggi, anche sopraterreni e allegorici. Le principali figure del dramma hanno un volto ben distinto, del quale la musica accentua e determina l'espressione. Tipica e ben disegnata la figura di Nerone, rispondente al carattere di quella umanità che, fortificata dalla cultura, avendo alla fine ritrovata se stessa, si abbandona alla sua natura con una certa gioiosa rilassatezza. Poppea gli sta efficacemente a lato e ne integra la figura, continuazione e complemento di essa: d'una lasciva mollezza, nel sedurre, scaltra e ambiziosa. Sullo sfondo scenico si distacca, con deciso rilievo, la figura di Seneca che è tra le maggiori creazioni monteverdiane. In principio il suo è un linguaggio di retore ma in seguito, con l'incalzare del dramma, al cospetto della morte che egli accetta con filosofica serenità, la sua voce si fa grave ed umana, di una solenne sacerdotale umanità: una delle più belle pagine musicali d'ogni tempo. Nella 'Incoronazione di Poppea" appare in pieno lo svolgimento unitario dell'opera monteverdiana; fu detto a ragione che l'autore si ricongiunge con il momento iniziale della sua attività, il Madrigale, cui fanno pensare le forme dei duetti e di molti"soli". Recitativo e forme cantabili sono usati in equilibrato alternarsi con riguardo alla sostanza espressiva della scena; e la struttura musicale coincide con lo spirito della rappresentazione.

L'INCORONAZIONE DI POPPEA di Claudio Monteverdi con Anna Caterina Antonacci; direttore Ottavio Dantone; regia di Thomas Moschopoulos; Orchestra Accademia Bizantina (13 e 15 gennaio 2006).