Parmalat, 300 cause pavesi


PAVIA.Apre le porte oggi a Milano, anche agli oltre 300 pavesi (su 500 assistiti) che si sono costituiti parte civile attraverso le associazioni in difesa dei consumatori, il processo penale contro gli esponenti del gruppo Parmalat, coinvolti nel crac che ha catturato nelle sue spire circa 1.500 risparmiatori residenti in provincia di Pavia, per un valore complessivo, che potrebbe aver assunto anche la sostanza di una perdita totale, di 25 milioni di euro.
Nella vicenda sono impegnate in prima persona tre associazioni di tutela dei consumatori presenti con i propri sportelli sul territorio provinciale. L'azione più corposa è svolta da Federconsumatori Pavia, di cui è presidente Mario Spadini.
«Federconsumatori ha assistito tutti quei portatori di azioni e/o di obbligazioni che hanno deciso di costituirsi parte civile nel procedimento - spiega Spadini - Attualmente ne stiamo seguendo circa 290, per un valore di 5 milioni di euro, di cui 232 hanno effettuato la costituzione di parte civile nel processo principale, il cui dibattimento inizia oggi. Degli investitori pavesi più di un quarto è possessore di 'bond" della Parmalat Finance Corporation Bv che ha emesso titoli in Lussemburgo».
Nella stessa direzione stanno procedendo il Movimento consumatori pavese, di cui è responsabile Gianni Ambrosini, e Adiconsum, di cui segretario provinciale è Cesare Germani.
«Abbiamo avviato una trentina di costituzioni di parte civile - spiega Ambrosini - per altri che non hanno scelto questa strada abbiamo proceduto con l'iscrizione al passivo. Gli avvocati ci hanno consigliato questa strategia. Anche se va considerato che complessivamente stiamo seguendo 180 casi Parmalat in provincia».
«Riguardo alle richieste di ammissione al passivo abbiamo orientato i nostri iscritti a procedere attraverso le banche - sottolinea Germani - Ne abbiamo invece avviate direttamente 55. A ciò vanno aggiunte le vertenze legali che abbiamo promosso contro Tanzi e il gruppo dirigente: in tutto sono 23». «La nostra decisione è stata quella di costituire un centro operativo a livello regionale per coordinare al meglio il processo - conclude Germani - Abbiamo poi avviato cause civili contro le banche: sono 11, anche se i contatti registrati ammontano a 112».
Dunque un 'parterre" di spessore, che a vario titolo cerca di incidere in una vicenda sulla quale intere famiglie, anche pavesi, hanno polverizzato i risparmi accumulati nel tempo.
«Siamo in attesa degli esiti della proposta di concambio del Commissario straordinario Bondi, una proposta purtroppo esigua e molto probabilmente inadeguata perchè prevede il rimborso a fermo che è di gran lunga inferiore a quello proposto per i titoli Argentina - spiega Spadini - La perdita netta di capitale sarebbe cospicua e tutto si affiderebbe al buon andamento futuro delle azioni della nuova società ed ulteriormente ad un worrant legato ad elargizioni sulle quote di revocatorie incassate. Qualunque sarà l'esito del concambio non verrà compromessa l'azione di 'parte civile" promossa tramite i nostri avvocati nel processo penale in corso a Milano».
«Nel frattempo - conclude il presidente di Federconsumatori Pavia - si apre un nuovo scenario per i risparmiatori dopo la sentenza della prima sezione civile del tribunale di Parma che ha condannato la Cariparma a risarcire 177 mila euro ad una famiglia che aveva comperato 'bond obbligazioni Parfin" nell'ottobre 2003 su sollecitazione della banca, bond che si rivelarono in seguito cambiali finanziarie emesse in Lussemburgo da parmalat Finance Corporation e garantite da Parmalat Spa, società del gruppo Parmalat non quotata in borsa e priva di rating finanziario. La questione riguarda quindi tutti i 'bond" della Parmalat Finance Corporation BV, i cui possessori in provincia di Pavia sono più di un quarto della platea. Questi ultimi potranno quindi valutare se costituirsi parte civile nel processo, o meglio ancora agire nei confronti della banca che li ha venduti per ottenere la nullità del contratto».

Donatella Zorzetto