La notte più lunga di Sharon
TEL AVIV.Si sono concluse a tarda sera le operazioni di voto con cui i tremila membri del Comitato centrale del Likud sono stati chiamati a decidere se anticipare o meno le elezioni primarie per eleggere il nuovo leader. Lo scrutinio è iniziato in nottata. La richiesta di anticipo è stata avanzata dalla corrente nazionalista del partito, e in particolare da Benyamin Netanyahu, secondo cui il premier Ariel Sharon ha impresso al Likud una netta svolta a sinistra con il ritiro da Gaza, con lo smantellamento di una ventina di colonie e con la asserita disponibilità ad altri ritiri in Cisgiordania. Sharon vede invece nella richiesta di anticipare le elezioni primarie un tentativo di destituzione da parte di chi - come Netanyahu - sarebbe mosso da semplice «brama di potere». In caso di sconfitta, Sharon potrebbe decidere dunque di lasciare il Likud - il partito da lui fondato nel 1973 - e tentare di formare una nuova lista di centro.
Quella di ieri è stata ancora una giornata di tensione e sangue a Gaza e in Cisgiordania nonostante l'annuncio venuto da Hamas di uno stop negli attacchi dalla Striscia contro il territorio israeliano. Gli aerei israeliani hanno attuato alcuni raid dissuasivi nel nord della Striscia, colpendo le aree usate dai miliziani di Hamas e della Jihad per lanciare razzi Qassam e colpi di mortaio contro la vicina cittadina di Sderot, nel sud di Israele. Non ci sono state vittime. A Ramallah, in Cisgiordania, l'esercito dello stato ebraico ha rinvenuto il cadavere di un israeliano dato per disperso da alcuni giorni. L'uomo, ha indicato il ministro per la sicurezza interna Gideo Ezra, è stato ucciso da una cellula di Hamas. La vittima, Sasson Nuriel, 50 anni, era padre di tre figli. Dopo la brusca impennata di tensione degli ultimi giorni a Gaza, sembra ora incerto il vertice fra Sharon e il presidente palestinese Abu Mazen, di cui si parlava da alcuni giorni per domenica. Una riunione preparatoria è stata annullata.