«Difenderemo l'eredità Gallini»
VOGHERA. Quando Carlo Gallini alla fine dell'Ottocento lasciò le sue ricchezze per aiutare l'agricoltura pensava solo al suo Oltrepo o allo sviluppo rurale più generale? Questa domanda sta agitando il confronto tra Regione (leggi Ersaf), Comune di Voghera e Provincia.
In campo scendono ora anche altri sindaci oltrepadani e non manca il peperoncino della politica. Il nodo è semplice: ci sono 30 milioni di euro di patrimonio potenzialmente alienabile. Una buona fetta dei quali l'Ersaf vuole tenerli in Oltrepo (per finanziare il progetto dell'enoteca a Cassino di Broni e il potenziamento del centro di ricerca di Riccagioia). Ma un'altrettanto cospicua fetta (si parla di 14 milioni di euro) è destinata altrove, ad altre zone lombarde: ovvero per sostenere un progetto zootecnico a Gazzo Bigarello in provincia di Mantova e per finanziare un piano legato alla tutela delle foreste lombarde. Quanto basta per far sbottare Gigi Fronti, assessore vogherese, leghista. «Non mi importa che i soldi vadano a Mantova o a Pechino - dice - devono restare qui. A Voghera e in Oltrepo». Lo ha urlato l'altro giorno a Torrazza al vertice che doveva mettere tutti d'accordo. Non è cosi a partire dagli stessi colleghi di partito. Luigi Vecchietti, segretario della Lega circoscrizione Oltrepo e consigliere Ersaf «bacchetta» Fronti. «Devo ricordare all'assessore Fronti - dice - il dovere di partecipare come militante alla vita di sezione. Avrebbe compreso che non si tratta di una novità dell'ultimo momento la cessione degli immobili non strumentali all'attività dell'Ersaf. Tutti gli enti erano stati informati. Apprezzo in questo senso la posizione costruttiva del sindaco di Voghera». E ancora: «Il ricavato di queste cessioni servirà al potenziamento e miglioramento dei poli d'eccellenza esistenti e le cui funzioni rigardano: la formazione, la ricerca, lo sviluppo. Il tutto nel pieno rispetto delle volontà testamentarie e finalizzate a valorizzare Voghera e l'Oltrepo». Ma l'eco del dibattito ormai supera Voghera e Torrazza. Arriva ad esempio a Canneto. Riccardo Fiamberti, sindaco e presidente dell'assemblea della Comunità montana fa suonare i campanili d'Oltrepo. «Poche storie - dice - Il lascito Gallini deve restare in Oltrepo. Non si può tradire la sostanza e lo spirito di quel testamento. Carlo Gallini non lasciò i suoi beni solo alla vitivinicoltura, ma all'agricoltura d'Oltrepo in genere. Pensava anche alle coltivazioni di pianura dal mais, al grano, alle cipolle, alle patate...Va ripetuto chiaro e tondo al presidente dell'Ersaf questo concetto: non un euro va speso fuori dalla nostra zona». Fiamberti ha già fatto un suo passo importante a difesa dei confini del testamento Gallini. «Ho contattato già diversi sindaci - annuncia - insieme abbiamo iniziato a studiare a fondo il testamento. Ci opporremo a ogni tentativo di interpretarlo a danno del nostro territorio». Non finisce qui: «E cosa dobbiamo dire poi del nostro assessore provinciale Invernizzi e del consigliere Vecchietti? Il primo con il suo non dire, l'altro con il suo sostegno alle scelte della presidenza Ersaf non mi pare stiano tutelando al meglio gli interessi del nostro Oltrepo». Infine, chi, pacatamente, ma con determinazione torna sul problema dell'eredità è il preside dell'istituto Gallini, Luigi Toscani: «Ribadisco un concetto - afferma - siamo anche disposti ad accettare il sacrificio dei terreni contesi, ovvero quelli resi edificabili dal Comune di Voghera, purchè il ricavato della loro vendita vada a recuperare il nostro istituto agrario». Va annotato che servirebbe un milione e mezzo di euro per aiutare la scuola che ha insegnato a generazioni di vogheresi come si deve far fruttare la terra: la cessione dei terreni farebbe ricavare oltre la metà del necessario. Tante esigenze, tante fette di torta da dividere. Dai campi Elisi, intanto, il buon Carlo Gallini forse prova ad augurarsi ancora che la sua buona azione finisca in una festa e non in una triste baruffa tra eredi. (f. g.)