L'addio dei bronesi all'ex assessore: «Vogliamo realizzare i suoi progetti»

BRONI. Grande partecipazione ai funerali di Francesco Braga ex assessore e vicepresidentre della Confederazione italiana agricoltori. Una folla commossa ha accolto il feretro alle 11 ieri mattina davanti al sagrato della chiesa parrocchiale, stringendosi attorno alla figlia Barbara che con gentilezza e tanta forza d'animo ha stretto mani e salutato tutti i presenti.
Ad accompagnare il feretro oltre agli amici fraterni come Ivo Comaschi, anche il presidente della Cia Roberto Bigi, il presidente dell'Unione Agricoltori Giovanni Desigis con il direttore Luigi Nieto, Angelo Beltrami dell'Ufficio di zona della Coldiretti, l'assessore provinciale Vittorio Braga e l'onorevole Cesare Ercole. Molto composta e sobria la cerimonia quasi a voler sottolineare quella discrezione e quella capacità di ascolto che tutti hanno ricordato come uno dei tratti distintivi del carattere di Francesco Braga. Il sacerdote, dopo aver fatto un rapido cenno all'uomo Francesco durante l'omelia della messa e le sue doti umane, ha ricordato alla fine della cerimonia, prima dell'uscita del feretro dalla chiesa, che «avremo tutti noi, i suoi amici e i suoi congiunti, un angelo in più a vegliare sui nostri cuori e le menti». «E' un personaggio il cui vuoto si avvertirà soprattutto in futuro - ha detto il presidente Giovanni Desigis - perché quando a qualcuno verrà in mente qualche progetto di quelli che Francesco Braga propugnava si renderà conto a quel momento di non averlo più come riferimento». «E' davvero una grande perdita per tutto il mondo dell'agricoltura - ha aggiunto Luigi Negri della Coldiretti - perché sapeva essere di aiuto a tutti indipendentemente dall'appartenenza sindacale. Sapeva essere disponibile, sincero e combattivo in modo corretto e questa sua disponibilità lo faceva apprezzare da tutti anche quelli appartenenti ad altri gruppi sindacali. Su di lui si poteva far conto trovando un interlocutore intelligente, preparato, onesto». Ed é già pronta una richiesta da parte degli associati della Cia di cui si fa portavoce Antonio Bagnoli da anni passato tra le fila degli iscritti alla Cia proprio a seguito dell'amicizia con Francesco Braga: «Noi soci della Cia vorremmo che le idee e i progetti cui Francesco Braga stava lavorando e in cui credeva tanto fermamente da aver voglia di parlarne anche durante la sua malattia, vengano messi in atto cosi come lui li voleva. E' quanto tutti noi agricoltori gli dobbiamo per quell'onestà intellettuale e morale che Francesco ha sempre dimostrato verso l'agricoltura e verso Broni in particolare». Al termine della cerimonia, il feretro é partito alla volta del cimitero bronese dove é stato sepolto. (m.p.a.)