All'ombra del maniero
L a nascita di Belgioioso risale al tardo Medioevo, ai bagliori del Risorgimento, quando i Visconti regnavano a Pavia. Questa è già di per sè una caratteristica particolare di Belgioioso: tutti i comuni dei dintorni infatti hanno origine molto prima, agli inizi del Medioevo. Il borgo nacque nell'orbita del castello omonimo verso il 1400; da documenti che ci sono pervenuti sappiamo che vi risiedevano 50 persone. Esisteva allora anche una piccola chiesa con campanile ancora in costruzione: edificio destinato al culto della povera gente, lontano da quello del signore del castello.
Il Castello era anche sede dell'amministrazione giudiziaria, con Podestà, ed aveva all'interno una prigione. In pochi anni (circa un trentennio) Belgioioso vede uno sviluppo veramente notevole, reso possibile non solo dalla generosità di alcuni potenti signori, ma anche dalla imponente opera di bonifica del territorio che venne fatta, rendendolo coltivabile, che divenne la base di una fiorente agricoltura.
Alla fine del 1400 la popolazione del borgo raggiunge il migliaio di abitanti. Lo sviluppo dell'agricoltura cambia anche i rapporti di 'potere" tra il centro abitato ed il castello: se in passato era stato il blasone della rocca ad attirare nuovi abitanti, ora è il florido settore agricolo che attira le persone a Belgioioso. Questo importante periodo di crescita si arresta però nel 1535, quando Pavia e tutto il suo principato passano sotto il dominio degli spagnoli. Belgioioso non sfugge al periodo di decadenza che investe tutta la zona. Anche il 1600 non è un buon momento nella storia di Belgioioso: come nel resto della Lombardia ci sono sofferenze, duro lavoro, peste e carestie. Il 1700 porta tranquillità a Belgioioso, recando anche una grande novità: la contea viene elevata a principato dell'Impero. La signoria di Alberico XII reca prosperità e pace, ma l'arrivo della rivoluzione porta nuovo scompiglio, che si concretizza anche con il crollo del castello.
Il borgo però si risolleva, e riesce a svilupparsi ulteriormente: tanto da costruire una nuova parrocchiale, in grado di ospitare l'aumentata popolazione.
Alla fine del secolo (1796) l'aria di libertà raggiunse anche questi territori, e colpi tutto quello che era rimasto a ricordare l'antico potere: furono distrutte armi gentilizie, raschiati con lime e scalpelli gli stemmi nobiliari.
Alberico, divenuto normale cittadino di Belgioioso, insorse alla richiesta di distruggere i ponti levatoi e la merlatura del castello, ed è grazie a questa sua volontà che il Castello è stato risparmiato dall'onda barbara.
La violenza si attenuò con tempo, e gli ideali napoleonici distrassero molti dal proseguire con bellicosi intenti. Con il trattato di Vienna Belgioioso tornò sotto l'Austria. Il Risorgimento vide distinguersi particolarmente il paese: ricordiamo l'impresa di Giuseppe Guj di Filighera che, parti con un manipolo di uomini alla volta di Milano. Arrivato a Porta Tosa preparò i suoi all'attacco e mosse innanzi: fu ucciso dal colpo di carabina di un ussaro, morendo eroicamente per la patria.
(Notizie storiche tratte dal sito Internet del Comune)